Il Tirreno

Pistoia

Ucciso da un malore a 37 anni volontario della Misericordia

Ucciso da un malore a 37 anni volontario della Misericordia

Gabriele Acone si è accasciato all’improvviso davanti agli ochhi della madre. Inutili i soccorsi dei suoi stessi compagni di ambulanza

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Si è accasciato all’improvviso di fronte agli occhi della madre, all’una e mezzo di mercoledì notte. Il medico del 118 ha provato a rianimarlo per oltre un’ora, ma Gabriele Acone, 37 anni, di Spedalino, non ha mai ripreso conoscenza. A strapparlo alla vita è stato probabilmente un attacco cardiaco. Le esatte cause del decesso tuttavia restano ancora da accertare. La famiglia intanto ha autorizzato l’espianto delle cornee per la donazione.

Accanto al giovane operaio, mercoledì notte, c’erano i soccorritori della Misericordia di Agliana: gli amici con cui condivideva ogni giorno passioni e dolori. Anche lui era un volontario instancabile dell’associazione. «Ci teneva moltissimo a fare volontariato lì. Era un motivo d’orgoglio e una fonte di grande felicità» fa sapere il papà Giuliano, per anni in prima linea nel soccorso aglianese.

Gabriele aveva deciso di seguire le orme del padre. Indossava l’uniforme ogni volta che aveva un po’ di tempo libero. «Era uno di quei volontari assidui – ricordano dalla Misericordia – uno di quelli sempre disponibili che non si tirano mai indietro».

Avrebbe dovuto essere di turno anche oggi pomeriggio. In sede adesso ricordano il suo sorriso contagioso. E poi i suoi grandi amori: la famiglia, il Brasile, il volontariato e il calcetto. Il 21 dicembre scorso era riuscito finalmente a realizzare un sogno. Aveva comprato un biglietto ed era partito alla volta delle spiagge brasiliane. Una passione rincorsa da anni: coltivata a suon di samba nei locali della zona e ricordata con quelle frasi in portoghese che spesso tirava fuori davanti ad amici e parenti.

«Quando è tornato – raccontano dall’associazione – è venuto subito a salutarci uno per uno, così come aveva fatto prima di partire».

Solo poche settimane fa si era avverato anche un altro desiderio: stringere tra le mani il diploma di secondo livello per il soccorso in ambulanza. «Per festeggiare ci aveva promesso una cena» ricordano gli amici, ancora increduli per quella morte tanto improvvisa. «Era un ragazzo semplice e senza pretese. Proprio ieri (martedì, ndr) era passato di qui per un saluto» raccontano i volontari.

Il giovane operaio, residente con i genitori in via Provinciale Pratese, poche ore prima del fatale malore ha cenato a casa con la famiglia. Non un sintomo che potesse far presagire il peggio. Ha preparato i vestiti per il giorno dopo ed è andato a letto. All’una e mezza di notte si è alzato accusando un po’ di stanchezza alle gambe. Ha chiamato la madre e poi è crollato a terra. Tutto si è consumato nel giro di pochissimi secondi.

Ieri mattina, appena appresa la tragica notizia, sono stati in moltissimi a lasciare un messaggio di disperazione e speranza sulla bacheca facebook di Gabriele. Gli amici hanno voluto dirgli addio in italiano e in portoghese. Acone lascia il padre Giuliano, la madre Nunzia, le sorelle Merilena e Loredana, il gemello Giovanni e la fidanzata con cui divideva la vita da un anno. Ancora da fissare la data dei funerali: sul corpo è stata disposta l’autopsia.

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