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Scarcerato Ginetti, domiciliari sufficienti secondo il Riesame
«Continuerò a lottare contro la Tav nella Val di Susa e contro il parcheggio previsto in San Bartolomeo»
PISTOIA
Antonio Ginetti è uscito dal carcere. Dopo l’udienza di ieri mattina del tribunale del riesame, per il militante pistoiese anti -Tav accusato di aver partecipato agli scontri della scorsa estate in Val di Susa si sono aperte le porte della casa circondariale di Santa Caterina in Brana. Dopo tre settimane di custodia cautelare in carcere, sono state accolte le richieste di alleggerimento della misura cautelare avanzate dalla difesa, con la disposizione degli arresti domiciliari. Ad accogliere Ginetti, davanti al carcere ieri pomeriggio c’erano una quindicina di persone tra cui la compagna Anna, il fratello, alcuni militanti di sinistra e un gruppo di residenti del quartiere San Marco, dove Ginetti abita e per il quale da qualche mese sta portando avanti una lotta contro la realizzazione del parcheggio interrato vicino al complesso monumentale di San Bartolomeo.
«Contro la Tav e contro il parcheggio di San Bartolomeo: continuerò a lottare contro queste due opere.Sono molto diverse tra loro, ma entrambe inutili e dannose”. Queste le prime parole pronunciate da Ginetti appena uscito dal carcere. Ieri alle 15 era stato organizzato un presidio di solidarietà “Antonio Libero” davanti al carcere: per molti dei presenti la sua scarcerazione è stata una sorpresa e il presidio di protesta si è velocemente trasformato in una festa. «Per me questi giorni di detenzione non sono stati piacevoli, ma sono trascorsi tranquillamente – ha spiegato Ginetti -. Il carcere però è in condizioni pessime. Faccio un esempio: solo perché due persone, un albanese e un rumeno, hanno litigato tra loro, è stato tolto il calcetto, disponibile tre volte alla settimana, a tutti i detenuti. Un anno fa circa, per lo stesso motivo, avevano tolto la palestra, così ora non ci sono né l’uno né l’altro. Questa mai breve carcerazione mi ha rafforzato nelle mie convinzioni sulla Tav: è opera inutile e disastrosa per il territorio. Per quanto riguarda il parcheggio, ugualmente, continuerò a battermi affinché non venga fatto: sarebbe un disastro ambientale. Nessuno ci può garantire che nei prossimi decenni le intercettazioni della falda acquifera non provochino danni alla stabilità del territorio e al vicino complesso monumentale». Ginetti è difeso dall’avvocato di ufficio Gianluca Vitale. Dopo l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip di Torino il 26 gennaio, la difesa ha presentato l’istanza di riesame a cui è seguito l’interrogatorio di garanzia, durante il quale Ginetti si è avvalso della facoltà di non rispondere, presentando però una memoria difensiva. Stasera e domani alla Libera Officina Primo Maggio sono organizzate due serata di informazione contro la Tav.
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