Il Tirreno

Pistoia

L’Arpat ora è sicura: il cattivo odore viene dalla discarica

di Beatrice Faragli
L’Arpat ora è sicura: il cattivo odore viene dalla discarica

Dopo una accurata campagna di rilevamenti, la conclusione è in linea con le ripetute denunce dei residenti nella zona

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CASALGUIDI

L’Arpat dà ragione ai cittadini residenti intorno alla discarica del Cassero. La puzza acida denunciata da mesi dagli abitanti della zona esiste e viene proprio dall’impianto di Pistoiambiente: è odore di biogas e rifiuti. L'agenzia regionale per la protezione ambientale ha già segnalato i risultati degli accertamenti alla Provincia. L'ente adesso ha in mano una serie di provvedimenti che Pistoiambiente, gestore della discarica, dovrà mettere in pratica –se disposti a livello provinciale – per ridurre le maleodoranze.

Tra questi ci sono studi sulle attuali concentrazioni di inquinanti emessi in atmosfera – con una particolare attenzione verso le sostanze irritanti per naso, occhi e gola – sull'idoneità del materiale usato per la copertura giornaliera dei rifiuti, sul sistema utilizzato per catturare il biogas e sull'opportunità di inserire adeguati sistemi di abbattimento degli odori.

Le conclusioni dell’indagine dell’Arpat sono giunte dopo mesi di sopralluoghi sollecitati dagli stessi cittadini. Dal luglio 2011 infatti i residenti dell'area hanno iniziato una serrata protesta denunciando maleodoranze insopportabili, narici sofferenti e occhi arrossati. «Mai negli scorsi anni – avevano spiegato,ad agosto, undici cittadini – c'era stata tanta puzza». Un odore acido, innaturale, chimico: così le famiglie assediate dalle maleodoranze descrivevano quel puzzo in arrivo, per loro senza ombra di dubbio, dalla discarica del Cassero.

Il disagio durante l'estate era diventato così insopportabile da produrre una valanga di esposti. L'ultima segnalazione alle autorità è stata addirittura di gruppo. Il Comitato cittadino di Serravalle pistoiese ha infatti riunito tutte le proteste in un'unica denuncia inviandola agli organi competenti.

La questione è esplosa il 13 ottobre scorso in un'assemblea pubblica infuocata al circolo di Cantagrillo. I sopralluoghi di Arpat, da quel momento, sono stati intensificati. Ogni qual volta il puzzo si è ripresentato forte e inconfondibile sotto il naso dei residenti l'Agenzia regionale è stata subito contattata dai cittadini. L'incrocio tra il dato empirico - l'odore avvertito dalla popolazione, collocato in giorni e orari precisi - e lo studio su venti e condizioni meteorologiche ha svelato la fonte dei disagi.

Gli abitanti di Cantagrillo in realtà non hanno mai avuto dubbi sulle cause del puzzo. Per mesi tuttavia il problema, secondo gli stessi cittadini, sarebbe stato largamente sottovalutato dall'amministrazione serravallina. A segnare la svolta è stata l'assemblea di ottobre. Il responsabile Arpat Claudio Coppi infatti, presente all'incontro, aprì un canale diretto con la cittadinanza. Già in quell'occasione Michelangelo Bolognini, medico specialista dell'Asl, sollevò la questione biogas: miscela derivata dalla fermentazione dei residui organici. Sulla portata del mix di gas stimata per l'impianto Pistoiambiente si prevede addirittura una crescita.

Indispensabile quindi per l'agenzia regionale disporre controlli e verifiche sull'impianto affinchè il problema maleodoranze non perduri e non peggiori ulteriormente rispetto alla situazione attuale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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