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Piano dei rifiuti, il Pd vota da solo
Rifondazione si astiene, l’Idv esce dall’aula. Raccolta differenziata al 65% e inceneritore più grande
PISTOIA
Approvato in consiglio provinciale il Piano interprovinciale dei rifiuti con il voto favorevole del Partito democratico. Si astiene Rifondazione comunista, l'Italia dei valori esce dall'aula al momento del voto.
Tra i vari indirizzi contenuti nel documento, il raggiungimento del livello di raccolta differenziata al 65% per il 2015 ( in ritardo di tre anni rispetto alle normative in materia), l'ampliamento del termovalorizzatore di Montale dalle attuali 150 a 225 tonnellate di rifiuti al giorno, la chiusura dell'impianto di biostabilizzazione del Dano, l'eliminazione (già annunciata) dell'impianto Cdr in Sant'Agostino e ancora la conferma dell'attività della discarica del Cassero a Casalguidi, della stazione di trasferimento ed ecologica di San Marcello, dell'impianto di compostaggio di Piteglio e della piattaforma di stoccaggio di Montale all'interno del termovalorizzatore.
A presentare il piano, che ha un'ottica decennale, è stato l'assessore all'ambiente Rino Fragai che ha ricordato i tempi per la presentazione delle osservazioni e la successiva approvazione definitiva: ci sarà tempo 60 giorni dall'adozione per la presentazione delle osservazioni, altri 90 giorni per la valutazione di impatto strategico, altri 15 giorni per la convocazione delle amministrazioni e ancora 60 giorni per l'approvazione definitiva del piano in consiglio provinciale.
«Il documento - spiega Fragai - punta all'autosufficienza territoriale sul ciclo dei rifiuti, obiettivo dal quale siamo ancora purtroppo lontani anche per la carenza o il sotto-potenziamento degli impianti. Prima di giungere all'adozione abbiamo atteso la conclusione della prima fase del monitoraggio ambientale e sanitario nell'area di ricaduta dell'impianto di Montale; dopo gli sforamenti del 2007, tuttora oggetto di valutazione da parte della magistratura, sono stati eseguiti lavori di sostituzione e modernizzazione dell'impianto. È stato poi avviato il monitoraggio, i cui risultati sono stati presentati pubblicamente, da cui risulta la necessità di continuare un controllo periodico sull'impianto, ma non evidenze scientifiche tali da creare allarmi».
La moratoria sull'ampliamento presentata dall'Ordine dei Medici? «Motivata da motivi deontologici e non scientifici – ha spiegato l’assessore – non dev'essere strumentalizzata».
Spesso si è sottolineata una contradizione tra l'ampliamento dell'inceneritore e l'incremento della raccolta differenziata. «I due aspetti non confliggono – sostiene Fragai – come dimostrano esperienze europee in cui a un alto livello di differenziazione si affiancano impianti di termovalorizzazione».
Per arrivare al 65% di differenziata nel 2015, il Piano prevede precisi target annuali: a fine 2011 la raccolta avrebbe dovuto raggiungere il 45%, obiettivo però ancora distante in molti Comuni (nella Piana pistoiese non si raggiunge il 30%), a fine 2012 il 50%, nel 2013 il 55% e nel 2014 il 60%.
«Per diminuire la produzione di rifiuti – continua Fragai – la Provincia, con un investimento di circa un milione di euro, ha previsto la realizzazione di fontanelle pubbliche, distribuzione di kit mensa nelle scuole contro l'usa e getta e di compostiere domestiche. Vorremmo poi recuperare gli scarti verdi prodotti dalle imprese agricole».
Il Piano prevede l'estensione del porta a porta, l'introduzione di sistemi di determinazione del quantitativo di rifiuti prodotti ai fini del pagamento del servizio, l'incentivo alla raccolta dell'organico di qualità, la realizzazione di stazioni ecologiche e centri di raccolta, l'organizzazione di mercatini dell'usato.
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