Il Tirreno

Pistoia

Il centro deve tornare il cuore della città

di Tiziana Gori

Candidati sindaco e politici rispondono all’appello dei negozianti: soluzioni per sosta, collegamenti e turismo

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PISTOIA

«C’è una crisi mostruosa. L'amministrazione comunale non può pensare che il centro storico abbia le forze sufficienti a salvarsi da solo, servono politiche concertate». Alessio Bartolomei, consigliere di Futuro e libertà, dà «piena ragione» alle proteste di chi in centro lavora. Anche lui ha un'attività sulla Sala, è contitolare de La degna tana. Sulla stessa lunghezza d'onda Annamaria Celesti, candidato a sindaco del Pdl. Una posizione più articolata assume invece il candidato sindaco del Pd, Samuele Bertinelli, anche lui con un'attività in via degli Orafi, la libreria Edison.

Bartolomei è categorico: «La ztl è necessaria ma può essere attuata solo in presenza di un sistema efficiente di parcheggi-satellite. Adesso che esiste un progetto concreto (San Bartolomeo, ndr) basta il primo comitato cittadino per bloccare tutto. Sono convinto che la variante urbanistica non sarà realizzata». Manca, afferma Bartolomei, un “sistema-parcheggi". «Non è agevole arrivare in centro. E poi non esiste una seria politica di rilancio: il centro è stato indebolito e privato delle funzioni. Sono state trasferite l'Agenzia delle Entrate, l'Agenzia del Territorio. Il Comune ha "museificato" il cuore cittadino». Bartolomei, al pari di Annamaria Celesti , è sicuro che «il nuovo ospedale e le pochissime funzioni che resteranno al Ceppo daranno una botta bestiale alle attività commerciali. Sono tremila gli accessi all'ospedale. Non capisco come nella scelta del nuovo polo sanitario e nella riorganizzazione del vecchio presidio non siano stati consultati i commercianti». Ma cosa deve fare il futuro sindaco per rilanciare l'area e chi vi lavora? «Deve porsi il problema dell'accessibilità - afferma Bartolomei -. Pensare a una Ztl non "mista" e ripensare l'accessibilità pedonale. Ma per garantire questo ci deve essere un sistema di mobilità pubblica efficiente. La rivoluzione delle linee Copit, con l'introduzione dei due terminal, è stata un disastro».

«La città è di tutti - aggiunge Annamaria Celesti - specie il centro storico pistoiese, che non ha nulla da invidiare ad altre città medievali. Da noi però le funzioni vitali sono state tolte dal suo interno. I servizi che rimarranno al Ceppo devono essere tali da non svuotare ulteriormente il centro di persone. Il sindaco dovrà poi adoperarsi per riportare nelle strade principali il mercato dell'antiquariato, che richiami, come nelle città sopra citate, appassionati da fuori provincia». Per i parcheggi, continua Celesti, «l'impatto ambientale di San Bartolomeo è molto più negativo della sua utilità, ma occorrono parcheggi di appoggio. Quelli nell'area ex Breda serviranno agli utenti di questura e prefettura. Siamo in ritardo, ma niente è impossibile».

«Lo spostamento di funzioni pubbliche rilevanti, la crisi dei consumi e l'eccessivo costo degli affitti - sostiene da parte sua Samuele Bertinelli - incidono sul rischio di uno svuotamento, rendendo per il commercio ormai insufficienti le aperture serali e domenicali. Per questo occorre ripensare nuove attività collegate alla valorizzazione dell'identità storica e culturale del centro, investendo sul turismo che è in crescita anche nella nostra città». Per l’esponente Pd non siamo però al degrado, come sostengono alcuni esercenti: «Le difficoltà ci sono, anche significative, ma Pistoia – dice – è una città bellissima, con un senso civico ancora diffuso, e dunque con potenzialità straordinarie, anche dal punto di vista commerciale, per superare questo momento». In merito alla sosta gratuita anticipata, Bertinelli parla «una possibilità, da approfondire, tenendo presenti due questioni: la sostenibilità dei costi per il Comune e la necessità di non tornare indietro rispetto alla scelta di rendere il centro libero dalle auto, estendendo anzi gradualmente l'area pedonale. Occorre in generale migliorare la mobilità pubblica». Sull'arredo il candidato Pd ha poi idee precise: «La ripavimentazione è già una risposta, ma non basta. Occorre riqualificare anche le aree esterne al quadrivio storico; penso a bellissime piazze come San Francesco, San Lorenzo, San Bartolomeo. Serve un piano di verde pubblico in rapporto con il vivaismo, realizzato in forma strutturata e con una manutenzione appropriata». Più difficile trovare soluzione per l’entità insostenibile dei fitti dei fondi commerciali: «Sarebbe auspicabile un'inversione di rotta da parte dei proprietari. Abbiamo prima di tutto bisogno di attrarre nuovi investitori. La città è in grado di fornire un progetto di rilancio complessivo, e trattare così anche il tema dei contratti di locazione. I proprietari degli immobili dovranno rendersi conto che la situazione è cambiata, e che conviene loro partecipare al progetto di città, piuttosto che accontentarsi della rendita».

Infine l’attenzione al comparto della Sala, vivo di sera, morto durante il giorno. «Le iniziative serali – conclude Bertinelli – rappresentano un patrimonio per i giovani e per le imprese da non mettere in discussione. Si tratta però di estendere questa possibilità anche ad altre aree del centro da rivitalizzare, in un rapporto positivo con i residenti. Anche durante il giorno la Sala può essere più viva, se riusciamo a investire sulla presenza turistica in città e quindi su iniziative di valorizzazione del centro storico, alle quali le attività commerciali saranno chiamate a rispondere in termini di qualità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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