Il Tirreno

Pistoia

C’è l’ordinanza della Provincia, Lg Plast può ripartire

Oggi negli studi medici Arcobaleno, via Bastione Mediceo 80, i dott. Alessia Bertocchini Alessia e Marco Ghionzoli, specialisti in chirurgia pediatrica, che prestano e la loro attività...

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA

Lg Plast può ripartire. A dare il via libera è il servizio Ambiente della Provincia che mercoledì ha firmato l'ordinanza di "autorizzazione variante non sostanziale" che consente la ripresa delle attività da parte dell'azienda di riciclo di Agliana. Dopo due anni di tentativi di ripartenza falliti, di commesse e ordinativi persi e di anni di cassa integrazione e mobilità per i lavoratori, adesso spunta un sottile spiraglio di luce. Dopo la chiusura e il fallimento della Recoplast nel 2009, l'Lg Plast nel 2010 acquistò lo stabilimento e assunse 19 dipendenti della vecchia fabbrica. Rimasero fuori altri 17 lavoratori, con la prospettiva, però di essere assunti appena il lavoro avrebbe iniziato a dare frutti. Una serie di impedimenti hanno bloccato la rinascita dell’impianto: la Provincia non poteva concedere l'autorizzazione all'inizio delle attività senza le opportune garanzie ambientali. Così, i 19 dipendenti assunti sono in cassa integrazione fino al 30 aprile, gli altri 17 sono in mobilità e lo stabilimento, di fatto, non è mai ripartito. L'autorizzazione firmata mercoledì dalla Provincia è sicuramente una buona notizia, ma due anni di stop pesano molto su un'azienda che per ora ha solo investito senza mai guadagnare: «Aspetto ancora che la Provincia mandi l'autorizzazione al Suap - spiega l'amministratore unico Alessandro Benigni - perché possa vederla e valutarne le prescrizioni di cui, comunque, penso di aver già effettuato un buon 90%. La ripartenza non sarà immediata: in due anni abbiamo perso molti clienti. Quando avremo l'autorizzazione ripartiremo alla ricerca di un mercato, sperando che ancora ci sia. La nostra priorità adesso è partire per mostrare quanto valiamo». «Si conclude un percorso lungo e complicato - ha detto l'assessore provinciale Paolo Magnanensi -. Adesso la condizione per il riavvio dell'attività resta il versamento della fideiussione da parte dell'azienda e l'ottemperanza delle prescrizioni previste nell'atto». «Abbiamo preso contatti con l’azienda - spiega Marco Ballati, Cgil - perché a fronte di questo ulteriore passo in avanti, dobbiamo iniziare a parlare di come si avvierà la produzione, fermo restando che l’azienda dovrà prima adempiere a fideiussione e prescrizioni». «Dopo anni di cassa integrazione - conclude Erika Frosini dell'Rsu - speriamo che si sblocchi la situazione. Incrociamo le dita.».(m.q.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani