Il presidio
Presidio degli operai all’incontro tra Rsa, sindacati e Prato Tnt
Prima iniziativa dei 44 dipendenti: sono a rischio licenziamento dopo la richiesta di concordato preventivo
MONTALE. Presidio dei dipendenti Prato Tnt davanti all’Associazione industriali di Pistoia. La manifestazione è fissata per oggi alle 15, in concomitanza con l’incontro tra azienda, organizzazioni sindacali e Rsa.
A rischio, dopo la richiesta di concordato preventivo avanzata dalla proprietà, ci sono 44 posti di lavoro. Gli operai lunedì scorso hanno proclamato lo stato d’agitazione e annunciato iniziative. «La difficile situazione di cui ci troviamo a parlare – fa sapere Lido Pecchioli, a capo della società montalese specializzata nella produzione di tessuto non tessuto– è il risultato del mancato successo delle proposte avanzate dall’azienda al sistema bancario che, dopo averla sollecitata, non ha sostenuto il progetto di ristrutturazione del debito». La Monte dei Paschi di Siena ha proseguito la collaborazione. Altre due banche hanno invece interrotto i rapporti «procedendo in modo subitaneo alle azioni legali rivolte non soltanto all’azienda ma anche ai beni personali dei soci».
La richiesta di concordato preventivo all’83%, precisa Pecchioli, è stato un passaggio obbligato. Rabbia e disperazione: questi gli umori dei 44 dipendenti di fronte alla notizia resa nota venerdì scorso, al tavolo provinciale dell’unità di crisi. Da settembre inoltre i lavoratori non riscuotono nemmeno la cassa integrazione dall’Inps e i vertici aziendali hanno respinto, per mancanza di liquidità, qualsiasi ipotesi d’anticipo. La Cgil ha denunciato i silenzi della società sia verso i sindacati – il 23 gennaio scorso infatti l’intenzione di procedere col concordato era stata smentita dall’azienda – sia verso i lavoratori: all’oscuro di tutto, spiega Michele Gargini. La preoccupazione per i posti a rischio, gli arretrati della Cig e le ombre sul trattamento di fine rapporto resta altissima. Intanto il sindaco David Scatragli chiede la convocazione degli istituti di credito al prossimo tavolo pistoiese. L’apertura di una NewCo, una nuova società che tramite l’affitto di un ramo settoriale garantirebbe la continuità lavorativa – nella migliore delle ipotesi – alla metà dei dipendenti Tnt, dipende infatti dalle banche. Per ripartire, come spiega il sindaco, occorre un finanziamento «che oscilla tra il milione e 2 e il milione e mezzo di euro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
