Il Tirreno

Pistoia

A ruba i prodotti che scongelano i tubi

Le mesticherie: «Strage di contatori anche quassù, una volta i materiali erano migliori»

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MARCELLO

In questi giorni molto si parla del grande freddo che avvolge l'Italia. Il Tirreno già ha reso conto di particolari situazioni che si vivono in montagna. Da quelle di persone anziane, rimaste isolate dalla neve e alle quali sono stati portati medicinali o generi alimentari. Certamente situazioni estreme perché, in generale, le strade sono pulite e transitabili in tutta la zona montana, anche se rimangono punti con ghiaccio, spesso dovuto allo sciogliersi della neve nel corso della giornata, e al successivo congelamento nella notte. Quindi i pericoli concreti non mancano.

«In questi giorni mi sono state richieste moltissime pale da neve – dice Stefano Gaggini, gestore di un negozio di ferramenta a San Marcello – bombole di gas per le fiaccole. Mi risulta che siano in molti ad avere i tubi dell'acqua potabile ghiacciati. Poi ho venduto moltissimi parafreddo per infissi. La gente cerca di ripararsi come può tamponando anche gli spifferi più piccoli. Qui riscaldarsi costa molto e dunque si tenta di risparmiare ottimizzando più che si può».

Gli fa eco il collega di Campo Tizzoro, anch'egli gestore di negozio di ferramenta, Sergio Bizzarri: «Mi hanno richiesto moltissime pale, stufe elettriche, ma soprattutto materiali per sghiacciare i tubi dell'acqua potabile. Quest'ultimo problema è sintomo che si sono perdute le vecchie buone abitudini che ci avevano insegnato i nostri padri: quando fa troppo freddo si lascia un "filo" d'acqua aperta. Ho visto quanto chiasso si è fatto in diverse città, come per esempio Roma. Qui da noi, quando c'è la neve è normale mettere le catene, non c'è bisogno che te lo dicano»

Marco Buonomini, imprenditore edile, sottolinea un curioso particolare: «In questo periodo è quasi normale essere fermi per il gelo, mentre segnalo che alla ex Sedi di Campo Tizzoro si è spaccato il contatore dell'acqua perché sicuramente non istallato a regola d'arte». Anna Cecchi, rivenditrice di apparecchiature e materiali nel settore idraulico: «Di acquedotti ghiacciati ce n'è una strage. Ora poi non è più come in passato che con una saldatrice elettrica si riusciva spesso a disgelarli. Gli attuali tubazioni sono in polietilene e la saldatrice è impotente, occorrerebbero attrezzature di tipo industriale che qui da noi in montagna nessuno possiede. Bisogna aspettare che la temperatura risalga per riavere l'acqua».

Aldo Costantini, titolare di una rivendita di giornali a Bardalone: «Mia figlia frequenta la prima classe elementare a Campo Tizzoro e per mancanza di acqua potabile è stato sospeso il tempo pieno e non sappiamo esattamente quando riprenderà. Per il momento solo lezioni mattutine». La dirigente scolastica del Comprensivo, Maria Lucia Querques spiega che «la situazione scolastica in tutto il comprensorio è normale. I ragazzi vengono regolarmente a scuola, i mezzi di trasporto funzionano regolarmente. C'è solo il problema di Campo Tizzoro che pensiamo si risolva a breve.

Sauro Romagnani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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