«La Comunità montana si dimentica del Vivaio»
MARESCA «Vorrei che la Comunità montana informasse la popolazione della montagna pistoiese circa gli eventuali progetti o intenzioni di assegnazione via bando del Vivaio di Maresca, struttura...
MARESCA
«Vorrei che la Comunità montana informasse la popolazione della montagna pistoiese circa gli eventuali progetti o intenzioni di assegnazione via bando del Vivaio di Maresca, struttura lasciata largamente in disuso se non per il lodevole impegno profuso dagli operai dello stesso ente comunitario».
Così Carlo Vivarelli, residente a Maresca, apre la sua lettera indirizzata al presidente Carluccio Ceccarelli per chiedere delucidazioni in merito alle intenzioni della Comunità Montana sul destino dell’ex Vivaio della foresta del Teso di Maresca. Già vivaio del Corpo Forestale, la struttura è patrimonio della Comunità Montana che, tuttavia, non ha ancora trovato la via giusta per riconvertirla e valorizzarla. .
«Sollecitato da una mia lettera, il dottor Fedeli (dirigente della Comunità montana) parlò di un progetto per fare del Vivaio un centro di produzione di energia – spiega Vivarelli – progetto interessante che, se esistente, sarebbe opportuno fosse mostrato alla popolazione, comunicando tramite stampa chi lo ha presentato, chi lo finanzia, chi ci lavorerà, i suoi termini di attuazione». Negli anni, il Vivaio è stato oggetto di bandi ed ipotesi di valorizzazione. Niente, però, è mai andato in porto. Altro interrogativo riguarda l’acquisto di 25mila piantine di faggio da un altro vivaio toscano da impiantarsi nella foresta del Teso.
«La Regione – scrive Vivarelli – ha dichiarato quello di Maresca non più vivaio regionale: uno sbaglio, se si pensa che potrebbe tornare a funzionare invece di restare abbandonato». Infine, alcune proposte. «Perché non emettere un nuovo bando di assegnazione del Vivaio con scopi sia vivaistici che didattico culturali? Ciò non contrasterebbe con la produzione di energia. Una cooperativa della zona presentò un progetto didattico scientifico anni fa, mentre alcuni vivaisti pistoiesi ne predisposero un altro con descrizione di produzioni e investimenti».
Abbiamo chiesto delucidazioni alla controparte. «Il Vivaio non è caduto nel dimenticatoio – replica Fedeli – l’intenzione è di promuoverlo e valorizzarlo compatibilmente alla struttura, ma occorre valutare bene finanziamenti ed investimenti. I tentativi fatti in passato non sono andati a buon fine e la produzione vivaistica non è più economicamente sostenibile a 1000 metri di quota». «La volontà politica è di valorizzarlo – conferma Ceccarelli – le idee sono tante fra cui un peculiare progetto di uno studioso di Civitavecchia per la coltivazione di essenze particolari».
Elisa Valentini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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