Meteo
«Serve lavoro di squadra per vincere i tumori»
PISTOIA Multidisciplinarità, eccellenza nelle cure e continuità assistenziale. La patologia oncologica si affronta così. E Pistoia non fa certo eccezione. «Il tumore – dice il direttore dell’area...
PISTOIA
Multidisciplinarità, eccellenza nelle cure e continuità assistenziale. La patologia oncologica si affronta così. E Pistoia non fa certo eccezione. «Il tumore – dice il direttore dell’area chirurgia,, Sandro Giannessi – non può essere trattato secondo logiche uni-disciplinari. La battaglia si vince solo se si combatte insieme».
Soltanto, ricorda il responsabile d’area, se il chirurgo lavora fianco a fianco con l’oncologo, il radiologo, il radioterapista e tutti quei professionisti che collaborano, ognuno forte di una competenza specifica, nella diagnosi e nelle cure tumorali. «I risultati eccellenti – continua il primario – si raggiungono attraverso la multidisciplinarità». Ogni venerdì, da almeno due anni, il gruppo di medici, i “gom” (gruppi oncologici multidisciplinari), si riunisce in una saletta e discute, a 8, 10 o 12 occhi, i diversi casi oncologici in cura al Ceppo. Un puntuale lavoro di squadra che ha influito notevolmente sugli interventi per metastasi al fegato. Altro aspetto fondamentale quando si parla di tumori è il percorso assistenziale, quel controllo attivo e vigile che dev’esser fatto anche una volta finiti gli interventi d’urgenza, a pericolo scampato. La lotta alle possibili ricadute passa infatti da un monitoraggio completo, ripetuto a distanza di tempo dall’evento acuto. C’è poi il cuore dell’oncologia pistoiese. La qualità.
«Questo – ripete Giannessi – è un ospedale altamente qualificato, sia sotto l’aspetto qualitativo, sia in termini di numeri, di volume d’attività». Dal 2005 inoltre, proprio sotto la guida del responsabile dell’area, è stata sviluppata e potenziata la chirurgia microinvasiva che, in termini di qualità, fa la differenza. In questo caso parliamo anche di ambiti non oncologici. «La chirurgia vascolare ad esempio – continua il primario – sta diventando uno dei punti di forza». Nel 2011 sui 30 casi di aneurisma dell’aorta trattati, 25 interventi sono stati condotti con approccio endo-vascolare, operando cioè attraverso un vaso dell’inguine senza ricorrere a tagli sull’addome. Il potenziamento delle tante specificità oggi racchiuse sotto un’ unica ala chirurgica passa infine da un minuzioso lavoro d’equipe. Ed è proprio questo fronte che, adesso, l’azienda sanitaria sta cercando di sviluppare.Il percorso è appena iniziato ma l’idea è chiara: radunare i punti di forza dei presidi –i medici - per garantire una copertura maggiore al cittadino. In ogni momento. Pistoia e Pescia rincorrono quindi una sinergia e puntano a formare equipe di specialisti che potranno trasformarsi in risorse condivise, viste anche le ristrettezze per gli ospedali.(b.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google