In arrivo gelo e neve allarme tra i vivaisti «A rischio le piante»
di Eugenio Fagnoni PISTOIA Il settore principe della provincia, il florovivaismo, è in stato di allarme per le previsioni meteo di arrivo di freddo polare ( da meno 7 a meno 14 nella notte) , con...
di Eugenio Fagnoni
PISTOIA
Il settore principe della provincia, il florovivaismo, è in stato di allarme per le previsioni meteo di arrivo di freddo polare ( da meno 7 a meno 14 nella notte) , con neve e venti forti per molti giorni della prossima settimana. «Sto lavorando alacremente – dice un vivaista della piana, Roberto Chiti – per mettere al riparo , in serra o nei ricoveri di magazzino ed attrezzi , il maggior numero di piante sensibili al freddo. Ma il 90% della produzione rimane in pieno campo, esposta alle intemperie. Sono molto preoccupato poiché insieme al freddo ed alla neve sono previsti venti gelidi che danneggiano – irreparabilmente – la corteccia delle piante dove scorre la linfa, per cui i rami seccano». Il presidente della Coldiretti, il vivaista Riccardo Andreini, informa che c’è stata la corsa all’acquisto di tessuto non tessuto per proteggere le piante «ma questa protezione non si può mettere se c’è neve né dopo che è stata tolta. Quello che preoccupa è il vento forte che strappa le protezioni e danneggia i rami e le chiome. La neve poi fa altri danni perché tira giù le fronde, quindi bisogna scuotere le piante, prima che la neve geli». Il direttore dell’ufficio statistica del Mercato dei Fiori di Pescia, GianLuca Incerpi, ritiene che «il primo effetto per il nostro mercato è la minore affluenza di merce e la minore presenza di fioristi per gli acquisti, con riduzione sensibile del giro d’affari. Ricadute in negativo si avranno per i floricoltori che coltivano in serra riscaldata, perché si dovrà tenere accesi i bruciatori per più tempo, con sensibili aumenti dei costi. Bisogna poi evitare i danni meccanici per crollo delle coperture e degli ombreggianti. Mentre per le serre fredde, dove al momento non ci sono piantine già all’inizio della crescita, l’unico pericolo è quello del crollo delle coperture e dei danni ai teloni». Il direttore di Confagricoltura, Genunzio Giannoni, è piuttosto preoccupato: «L’inverno ha avuto temperature piuttosto miti; ora un calo improvviso delle temperature danneggerebbe le piante dei vivai che non si sono acclimatate. Il vento forte ed il ghiaccio poi determinano lo stop con gelo alle parti umide all’interno dei rami, che seccano formando buchi. Neve gelata e vento provocano danni alla conformazione delle chiome delle piante e le rendono inutilizzabili per il mercato. Nei boschi e nei vivai di montagna il freddo con neve e gelo produce il fenomeno del ruscello, che danneggia le piante». Il tecnico Paolo Marzialetti, direttore del Ce.Spe.Vi , aggiunge: «I vivaisti più accorti hanno già messo in sicurezza le piante sensibili, ma chi si è azzardato a coltivare mimosa all’aperto corre dei rischi».
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