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Il ricordo: «Mio nonno ebreo cacciato dall’Università»

PISTOIA “Troncato gli studi perché di razza ebraica”. Con una nota in corsivo scritta a mano, l’Università di Firenze allontanava uno dei suoi studenti di giurisprudenza. Era il 1939 e le leggi...

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PISTOIA

“Troncato gli studi perché di razza ebraica”. Con una nota in corsivo scritta a mano, l’Università di Firenze allontanava uno dei suoi studenti di giurisprudenza. Era il 1939 e le leggi razziali, emanate nell’autunno precedente dal governo fascista, trovavano le prime drammatiche applicazioni. «Lo studente in questione era mio nonno, Israele Bemporad, partigiano combattente nella formazione Fantacci delle Brigate Garibaldi ed ebreo – racconta nel giorno della Memoria Stefano Bartolini, ricercatore storico –. Io sono ateo, mio padre era di famiglia cattolica, mia madre invece, Sara Bemporad, è ebrea. Nessuno comunque nella mia famiglia è mai stato sionista. A me capita spesso di ospitare un mio amico palestinese, musulmano praticante, che viene da un paese della striscia di Gaza. Se mi chiedono se sono credente rispondo di no, se mi chiedono se sono ebreo rispondo di sì. Per me scavare nelle radici della mia famiglia non è una questione religiosa, ma una ricerca di identità». È grazie a questa ricerca che Stefano è riuscito a ricomporre i tasselli di una famiglia disgregata a causa delle leggi razziali e, a settembre dell’anno scorso, ad ottenere il riconoscimento dello status di perseguitato razziale per suo nonno, a 38 anni dalla sua morte. «La storia “pistoiese” della mia famiglia – spiega Stefano– inizia col mio bisnonno Riccardo che in città fa costruire la Torre di via del Can Bianco, la Torre Bemporad appunto, intorno al 1910. Era una famiglia benestante della borghesia urbana, integratissimi nella comunità tanto che una delle sue sorelle si chiamava Italia. Nel 1937 mio nonno si diploma al liceo classico, poi si iscrive a giurisprudenza, ma le leggi razziali stroncheranno la sua carriera universitaria. Nel 1939 il suo certificato di nascita viene bollato con un timbro “Razza ebraica”, inizia il censimento delle famiglie ebraiche pistoiesi, 52 allora, che sarà usato per le persecuzioni a partire dal 1943. In quel periodo conosce mia nonna, di una povera famiglia contadina emiliana e cattolica. Hanno tutti contro: per legge sono vietate le coppie miste e infatti si potranno sposare solo nel 1947». Con l’invasione nazista la famiglia deve rifugiarsi a Cireglio. «Mio nonno rimane lì fino a che non si unisce alla lotta partigiana e partecipa alla Liberazione».(m.q.)

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