Il Tirreno

Pistoia

Urbanizzazione, crollano gli oneri

L’assessore: «Le grandi lottizzazioni sono ferme da anni. Si muovono solo i privati con piccoli ampliamenti»

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di Beatrice Faragli

QUARRATA

Costruttori fermi e permessi mai ritirati. A muoversi sono soprattutto i privati con ampliamenti e piccoli interventi. I 2 milioni di euro incassati dal Comune di Agliana nel 2005, o gli 800 battuti da Montale nel 2007, sono ormai ricordi lontani, lontanissimi. Il 2011 ha segnato un nuovo crollo per le entrate da oneri di urbanizzazione. E anche là dove un accenno di ripresa c’è stato, come a Quarrata e Serravalle, si invoca prudenza e si guarda a un 2012 senza troppe prospettive.

«Il mercato edilizio è fermo. Molti degli appartamenti costruiti negli anni passati sono rimasti invenduti. Le entrate per l’investitore sono pari a zero e le banche hanno chiuso i rubinetti. Chi si è mosso, sul territorio serravallino, è stato solo il privato, quello che fa il lavoro per sé. Nel 2011 abbiamo avuto entrate per 715 mila euro, circa 70 mila euro in più rispetto al 2010. Se però torniamo agli anni del pre-crisi, ci mancano almeno 200 mila euro» spiega il vicesindaco Patrizio Mungai.

Anche il Comune di Quarrata, che nel 2011 ha raggiunto, con 1.976.000 mila euro, gli stessi livelli del 2008, preferisce la cautela all’azzardo. «Nelle ultime annate – spiega infatti l’assessore all’edilizia Luca Gaggioli – il tempo per ritirare i permessi a costruire si è significativamente dilatato. I ritiri effettuati nel 2011 su concessioni ferme da anni hanno fatto balzare le entrate. Ciò però non significa che ci sia stata ripresa negli investimenti. Le grandi lottizzazioni sono ferme. Ad aumentare sono stati invece i piccoli interventi, come gli ampliamenti. In questo hanno sicuramente influito le possibilità date dal regolamento urbanistico».

Quarrata è uno dei pochissimi Comuni che utilizza gli oneri incassati per le opere pubbliche, senza destinarli alla spesa corrente. La stessa cosa non è riuscita ad Agliana che, invece, s’è ritrovata con le mani legate e con le entrate da concessioni vincolate, come spiega l’assessore al bilancio Roberta Santini, al risarcimento degli eredi Badiani per l’esproprio dei terreni su cui oggi sorge il Capitini. Nel 2011 le casse comunali hanno battuto 1 milione e 300 mila euro. Per il 2012 però il governo annuncia una previsione ben più cauta. «Il calo – dice il vicesindaco Italo Fontana – l’abbiamo sentito e dipende sicuramente dal mercato immobiliare. Speriamo che con l’approvazione del regolamento urbanistico, previsto tra qualche mese, qualcosa possa sbloccarsi. Abbiamo cercato infatti di dare ai cittadini delle facilitazioni sull’uso del territorio per esigenze sociali, come nel caso delle ristrutturazioni e degli ampliamenti (fino al 20% della superficie totale in perimetro non saturo, ndr)». Speranze condivise anche dalla vicina Montale che, nel 2011, ha chiuso l’annata con 310 mila euro d’entrate da oneri raddrizzando di oltre la metà un tiro previsionale stimato in 664 mila euro e registrando una lieve perdita rispetto al 2010. Per dar un po’ di respiro agli investimenti, il sindaco confida nella variante al regolamento urbanistico appena approvata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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