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I giovani sulla Sala: «Qui serve più vita»
Le serate sono giudicate troppo simili: «Ci vorrebbero spazi per i concerti, le iniziative sono poco pubblicizzate»
di Michele Galardini
PISTOIA
Il comparto della Sala al centro delle attenzioni. Dopo l’inchiesta avviata nelle settimane scorse dal nostro giornale tra gli operatori della piazza e dei dintorni, i residenti e gli amministratori comunali, è la volta di ascoltare il parere dei giovani che hanno eletto la zona come loro quartiere di ritrovo.
Lo facciamo attraverso il viaggio fatto di sabato sera attraverso gli occhi dei giovani che frequentano da anni la sala.
Il centro pulsante della vita notturna che d’estate tiene accesa la sua fiamma fino alle tre del mattino, d’inverno risente molto della mancanza di un’offerta che sia alternativa al semplice pellegrinaggio nei luoghi di maggior aggregazione. Per i ragazzi è anche un problema di organizzazione e di gestione del comparto, causato a monte dagli intricati labirinti burocratici nei quali i commercianti si trovano intrappolati con le loro proposte, impotenti di fronte ad un’amministrazione a volte che viene ritenuta assente e a volte pedante.
Ma i giovani come vivono questo loro ritrovarsi sempre con le stesse condizioni e negli stessi luoghi?
Ad un tavolo all’aperto del Gargantuà intercettiamo due ragazze intente a bere un drink con delle amiche, Loredana Nesi e Francesca Cappelli, e chiediamo loro cosa manca al centro di Pistoia per poter accogliere le esigenze delle nuove generazioni.
«Le serate sono sempre molto simili – dice Francesca - . Il Comune potrebbe mettere a disposizione qualche spazio più interessante dove organizzare concerti oppure basterebbe un luogo di ritrovo diverso per i giovani». «Ci sono molti buoni gruppi musicali a Pistoia – le fa eco Loredana – bisognerebbe dargli spazio attraverso eventi anche a tema». Poco più giù, scese le scalinate che portano in via Roma, incrociamo un gruppo di ragazzi in piedi davanti al Little Coffe bar e gli poniamo la stessa domanda. Per Beatrice Agostiniani il problema è spostare parte della movida in luoghi esterni al centro storico, «per esempio a Sant’Agostino, dove le banche chiudono alle 17,30 e anche se stiamo lì tutta la notte non diamo noia a nessuno. Se invece che far aprire centottanta bar in cento metri di Sala li spargessero per tutta Pistoia, anche i residenti avrebbero meno disagi. Basterebbe riaprire locali come il Gran Cafè du Globe o il Valiani per dare un po’ di respiro». Anche se il centro resta comunque un luogo accogliente, per Alessio Ghelardini «dopo una cert’ora sarebbe giusto indirizzare i giovani verso altre mete che possono essere dislocate ai margini della città, in periferia. Però questo si realizzerebbe solo se il flusso venisse promosso e favorito, permettendo così ai nuovo locali periferici di avere un minimo di garanzie sull’afflusso di giovani». Torniamo sulla Sala per completare il tour e ci imbattiamo in altri due ragazzi, Filippo Degli Esposti e Giulia Vannucci. Per Giulia «nei mesi invernali ci potrebbero essere locali con buone iniziative ma vengono lasciate in secondo piano o non viene fatta una buona pubblicità. Anche durante il Capodanno, avevano detto che avrebbero fatto grande festa ma, finché sono stata a Pistoia, non ho visto tutto questo movimento». Secondo Filippo «manca un locale con musica dal vivo per movimentare il centro che d’inverno è un po’ spento».
Mentre li stiamo intervistando, i ragazzi vengono raggiunti da due loro amici. Il primo, Lorenzo Magni, prende la parola per sottolineare la mancanza di una vera vita notturna nella città.
Per Sara Ruffa, infine, «ci sono tantissimi pub e posti dove fare l’aperitivo ma per il resto non c’è nulla. Sarebbe sicuramente più utile se, invece di aprire sette locali sulla Sala che fanno tutti le stesse cose, si aprissero degli spazi in cui si può suonare o, ad esempio, allestire delle performance di teatro». La prossima giunta sarà in grado di dare risposte a queste richieste?
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