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In cassa integrazione tutti i dipendenti della Chiti trasporti
La Cgil: «Negli ultimi due anni 3 milioni di euro in meno Per la prima volta a casa anche magazzinieri e impiegati»
di Beatrice Faragli
QUARRATA
Da momentanea a strutturale. Si inasprisce la crisi per la Chiti Autotrasporti. Lo scorso novembre l’azienda ha chiesto la cassa integrazione per tutti i dipendenti: autisti, magazzinieri e impiegati. La cig ordinaria era già stata concessa a metà del 2010 per i soli camionisti. «Si continua ad adottare lo strumento perché – spiega Riccardo Benincasa della Cgil - non ci sono ancora segni di ripresa. Sono una sessantina, in totale, i lavoratori coinvolti. La grande maggioranza, circa 40, sono impegnati nella guida dei mezzi. Il resto invece è diviso tra magazzino e ufficio».
Ridurre l’organico e avviare le procedure di mobilità oppure ricorrere alla cassa a rotazione per altre 16 settimane: questo il doppio binario su cui viaggiava la ditta nell’autunno 2011. Il titolare Alessandro Chiti ha scelto di preservare, almeno per ora, i dipendenti. La crisi però, come precisa il sindacalista, è diventata strutturale. «Negli ultimi 2 anni all’azienda sono venuti a mancare quasi 3 milioni di euro».
Il lavoro non c’è neppure nei periodi in cui le richieste dovrebbero intensificarsi. «Durante l’annata ci sono fasi piene come quelle sotto il Natale o nella stagione primaverile ma, da qualche tempo, – dice Benincasa – l’attività è calata anche nei momenti ciclicamente più propizi. Il problema è che a Quarrata non si produce più».
“Chiti Romano – trasporti internazionali” è stata proprio la piattaforma da cui, fin dagli anni Sessanta, il mobile tappezzato quarratino ha spiccato il volo verso Liguria, Piemonte, Sicilia e Campania, e più tardi, verso l’Europa. «L’azienda – incalza il responsabile Cgil – fa l’impossibile ma non può fare miracoli. Dopo questi 4 mesi di cassa integrazione a girare, per la prima volta utilizzata anche in quei settori che non riguardano esclusivamente il personale viaggiante, valuteremo le eventuali prospettive future. Il titolare è in contatto con potenziali clienti ma ancora non ci sono novità». Intanto, conferma Benincasa, i “padroncini” che giravano attorno alla ditta sono stati ridotti all’osso. «L’obiettivo – precisa – è quello di preservare, per le destinazioni in cui è possibile farlo, i lavoratori interni».
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