Meteo
«Fateci rivedere i burattini del Gani al Teatro Manzoni»
PISTOIA Fa discutere la questione della sorte dei burattini del Gani di cui il Tirreno ha parlato nei giorni passati. Scrive Silva Bertocci: «Quando ho letto “ ma dove sono finiti i burattini del...
PISTOIA
Fa discutere la questione della sorte dei burattini del Gani di
cui il Tirreno ha parlato nei giorni passati. Scrive Silva Bertocci: «Quando ho letto “ ma dove sono finiti i burattini del Gani?” ho fatto un balzo sulla sedia e poi, immediatamente , mi sono ritrovata nell’aia davanti casa mia, con la seggiolina in mano, mentre cercavo di mettermi in prima fila davanti alla baracca che un ometto stava montando per lo spettacolo serale. Era un grande avvenimento per noi bambini di allora l’arrivo del burattinai. Unasera il Gani chiese a mio padre, che conosceva perché come lui lavorava alla San Giorgio, di lasciare il baule con i burattini nella rimessa di casa mia, visto che avrebbe replicato lo spettacolo la sera seguente. Detto fatto. Finito lo spettacolo il Gani smontò la baracca , rimise i burattini nel grande baule e li sistemò nella rimessa. Ma quella notte fu per me una notte insonne. La mia camera si trovava, guarda caso, proprio sopra alla rimessa. Il pavimento della mia stanza era a mattoni , belli rossi, per il cinabrese e la cera che mia madre stendeva con generosità, ed uno di questi si poteva sollevare per guardare nella sottostante rimessa .Credo fosse un primitivo sistema anti-ladro inventato da mio nonno. Invece per me quel buco nel pavimento si trasformò in angoscia. E se i burattini, nottetempo, fossero usciti dal baule e fossero saliti in camera mia? Presa dall’ansia mi alzai per controllare il baule: era ben chiuso e tutto stava in silenzio. Rimisi a posto il mattone ma ero inquieta. Non potevo andare a dormire coi miei genitori, ormai ero già grandina e anche molto orgogliosa. Non chiusi occhio e la sera dopo fui molto felice di sapere che il burattinaio cambiava piazza. L’articolo del giornale mi ha fatto ritornare tutto questo in mente, anzi quasi ho rivissuto le emozioni di quei giorni. Poi ho cominciato a parlare con gli amici, chiedendogli se anche loro avevano avuto l’avventura di assistere ad uno spettacolo del Gani e naturalment sì che l’avevano visto. Alcuni ricordavano anche la bella sorpresa di averli ritrovati anni fa, in una teca, al teatro Manzoni. E lì erano stati per un bel po’ di tempo. E’ vero che erano “morti”, non più mossi dalle mani e dalla multiforme voce del loro creatore, ma facevano un bell’effetto, lì tutti insieme, magari aspettando il miracolo di altre mani che l’avrebbero, per uno spettacolo in ricordo del burattinaio Gani, fatti rivivere. Poi, più niente! Scomparsa la teca ed i burattini! Sì, saremmo davvero felici in tanti, ormai nonni, di far conoscere ai nostri nipoti i burattini del Gani. Già, ma dove sono finiti i burattini del Gani?».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google