Il presidio
«Un calendario delle aperture» Negozi, incontro in Comune
Confcommercio e Cgil sollecitano l’assessore: «In attesa del pronunciamento della Consulta serve una regolamentazione». Oggi saranno aperte diverse attività nel centro storico
di Tiziana Gori
PISTOIA
Governare l’incertezza del periodo di attesa garantendo consumatori e lavoratori. Aspettando la decisione della Corte costituzionale sul conflitto di attribuzione tra Stato e Regione Toscana, definire una regolamentazione delle aperture che tuteli tutti: clienti, dipendenti dei negozi e, naturalmente, anche l’ente locale, che teme ricorsi da decine di migliaia di euro e ha deciso di non emanare alcuna ordinanza anti-aperture domenicali.
Confcommercio e Cgil si fanno avanti, l’assessore al commercio del Comune risponde: «Incontriamoci in settimana».
Intanto, già oggi e anche nelle domeniche successive, diversi negozi del centro resteranno aperti. Alla liberalizzazione completa degli orari contenuta nel pacchetto Salva-Italia del decreto Monti (articolo 31) la Regione ha replicato riscrivendo gli articoli 80 e 81 del proprio Codice del commercio, in vigore dal 2005: aperture consentite fino a un massimo di 13 ore al giornalieri e concertazione delle aperture straordinarie tra le parti sociali.
Sarà la Corte costituzionale a dirimere il conflitto di competenze, ma intanto i Comuni sono divisi su quale delle due normative recepire. Mentre il sindaco di Agliana, Eleanna Ciampolini, ha deciso di seguire la legge regionale, Pistoia nicchia. «Ci piace poco l’atteggiamento da Ponzio Pilato adottato dall’amministrazione - afferma Tiziano Tempestini, direttore di Confcommercio - Crediamo sia necessario prendere decisioni, e prenderle al più presto». Tempestini ribadisce: «Siamo contrari alla deregulation totale, quello che proponiamo è un momento di confronto per arrivare ad un’autoregolamentazione che ci permetta di governare il periodo di incertezza, cercando un tentativo di composizione anche con la Lega Cooperative e Federdistribuzione».
Non siamo arroccati su posizioni di retroguardia ma, avverte Tempestini, se aperture domenicali dovranno essere «siano aperti e fruibili anche i servizi».
Non vuol sentir parlare di “aperture sempre” Gessica Beneforti, segretaria provinciale della Cgil. Cgil, Cisl e Uil presidieranno martedì 24 gennaio l’incontro tra Regione e Anci sul tema della liberalizzazione degli orari. Per una volta compatte, le sigle sindacali chiedono l’applicazione della normativa regionale. «Per noi - afferma Beneforti - è un punto di partenza ma anche di arrivo. Faticosamente abbiamo raggiunto un accordo che soddisfaceva tutti. Ampliare gli orari di apertura comporta solo aumenti dei costi di gestione e dei costi del personale. Si ampliano gli spazi di una domanda che non c’è. I Comuni dell’area pisana - ricorda - hanno raggiunto un accordo che va nella direzione di confermare la contrattazione tra le parti».
«In Toscana - commenta Beneforti - è stato trovato un giusto equilibrio. Crediamo ci sia bisogno di scelte politiche che guardino a un diverso modello sociale. Quello del lavoratore al tempo libero è un diritto costituzionalmente riconosciuto».
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