«Il turismo? Una risorsa se si basa sulla cultura»
PISTOIA “La cultura e il sapere”, diritti di cittadinanza in una città contemporanea aperta al mondo. Questo il tema del dibattito svoltosi al Museo Marino Marini, che ha visto l’introduzione di...
PISTOIA
“La cultura e il sapere”, diritti di cittadinanza in una città contemporanea aperta al mondo. Questo il tema del dibattito svoltosi al Museo Marino Marini, che ha visto l’introduzione di Giovanni Capecchi e gli interventi di Giuseppe Gherpelli, Claudio Rosati, Marco Bazzini e Massimiliano Barbini.
Nella sua sintesi conclusiva Samuele Bertinelli, candidato sindaco alle primarie del centrosinistra, ha svolto un’ampia riflessione sul tema, soffermandosi in particolare sul rapporto fra cultura e politica. «O si recupera il divorzio fra cultura e politica o non c’è civilizzazione di questo Paese - ha detto Bertinelli - La cultura senza politica è un esercizio narcisistico di intellettuali che raccontano se stessi e che non sono compresi da tutti. La politica senza cultura è cinismo e gestione dell’esistente che prima o poi diventa cattiva gestione dell’esistente. Senza la politica la capacità di governo scade, si degrada e scompare, come è avvenuto a diverse amministrazioni locali di sinistra fuori della Toscana e anche dentro la nostra regione».
Poi bisogna chiarirsi su cosa si deve intendere per cultura. «La cultura non può essere concepita secondo il refrain che essa è il nostro petrolio. E’ l’idea di una classe dirigente molto provinciale - ha ammonito Bertinelli - e fa il paio con l’idea che la cultura funziona solo a fini turistici, che consumano e che nulla restituiscono alle città. Anche a Pistoia il turismo deve senz’altro crescere, ma deve essere un turismo dell’esperienza culturale, come identità civile pistoiese, non omologabile a nessun altra».
Ma chi gestirà la cultura nel Comune di Pistoia?
«Il tema è centrale - spiega Bertinelli - la scelta dell’assessore non sarà casuale, come non lo saranno quelle di tutti gli assessori qualora diventi sindaco; sarà un assessorato al sapere, che deve ricomporre la politica culturale e interculturale, l’istruzione, la ricerca, l’Università». Una guida che sappia «organizzare le diversità integrandole in reti di collaborazione fra diversi: è deprimente e sbagliata - ha detto ancora Bertinelli - l’idea che la politica risponda ai desideri di chi in un certo momento governa».
«E’ necessario - ha aggiunto ancora il candidato sindaco alle primarie - investire anzitutto sugli istituti comunali intesi come servizi di base per tutti, dai musei alle biblioteche agli archivi, attraverso una gestione pubblica che valorizzi le professionalità di coloro che ci lavorano».
Quanto, infine, ai modelli di gestione e alle risorse, Bertinelli ha concluso che «bisogna liberare risorse del pubblico e attrarne dal privato per investire di più nella cultura».
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