Irremovibile il veto del Pd, salta il tavolo della coalizione a Serravalle
Il caso Bolognini spacca il centrosinistra
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Una parte della giunta di Serravalle 2 MINUTI DI LETTURA
SERRAVALLE. Daniele Fedi, segretario del Pd serravallino, ribadisce le ragioni del veto messo sull'ex assessore Ermanno Bolognini al tavolo delle trattative. Italia dei valori e Socialisti, di fronte «alla pregiudiziale», hanno abbandonato il confronto denunciando comportamenti poco democratici. «Da quando è venuto meno il suo rapporto di fiducia con il sindaco Renzo Mochi - dice Fedi - Ermanno Bolognini è andato all'opposizione in consiglio comunale dando ripetute prove di scarso rispetto per la precedente esperienza vissuta in maggioranza e passando dal condividere programmi e scelte al ritrattarle sistematicamente. Un grande partito come il Pd (e se un partito è grande, caro Bolognini, lo è anche perchè i dirigenti locali sanno fare il proprio lavoro), che vuole garantire uno scatto in avanti anche sul piano dei comportamenti politici, non poteva e non può tollerare la presenza nella coalizione di chi fino a ieri ha sparato a zero sulla giunta e su tutte le decisioni più importanti assunte finora». Il gruppo maggioritario dell'area di centrosinistra però non accenna a fare marcia indietro e rincara la dose. «Inaccettabile - continua Fedi - anche il comportamento di esponenti del Psi locale che oggi alzano la voce in difesa di Bolognini e sono addirittura pronti a stringere con lui un patto di allenanza quando, in passato, sono stati tra coloro che più di altri si sono adoperati per l'allontanamento dell'allora assessore al sociale dalla giunta Mochi». La critica è rivolta al consigliere Patrizio Rafanelli e al segretario comunale dei Socialisti Fabrizio Matucci. «Un pò più di coerenza - incalzano dal Pd - non guasterebbe e aiuterebbe di sicuro la politica a recuperare un rapporto di fiducia con i cittadini». Il partito democratico boccia infine le coalizioni di comodo «costruite solo in funzione di creare un'alternativa a chi attualmente governa». Un'accusa evidentemente rivolta a Idv e Psi che, proprio la scorsa settimana, hanno ufficializzato confronti serrati con l'Udc (anche se dall'Unione di centro non è giunta alcuna conferma definitiva e anzi, pare che il gruppo abbia avuto dei colloqui anche con il Pd). Il tavolo del partito democratico intanto resta aperto. «Non possiamo dare niente per scontato» fa sapere Fedi. B.F.
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