Spazi in affitto, una opportunità
Marta Quilici
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Monterastelli Sì degli artigiani alla presenza di professionisti esterni nei negozi
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PISTOIA. Poltrona in affitto nei negozi di parrucchieri ed estetisti: grazie a una nuova norma introdotta nel contratto collettivo nazionale dell'acconciatura, estetica, tatuaggio, piercing e centri benessere, gli imprenditori del settore potranno affittare una postazione del loro negozio ad altri colleghi, raggruppando più servizi in un'unica sede. Il vantaggio è chiaro: meno oneri da pagare per tasse, bollette e affitto del locale, ma più servizi per la propria clientela. La novità, ancora in fase di sperimentazione, riceve il plauso dei professionisti pistoiesi e della Cna che vi intravedono anche un'opportunità per combattere l'abusivismo. «C'è una media del 35-40% di lavoro nero nel nostro settore - spiega Riccardo Capecchi, dell'omonimo salone di Ponte alla Pergola -. Chi lavora al nero di solito non può permettersi di aprire un negozio tutto suo, ma forse potrebbe riuscire a prendere in affitto una postazione in un altro salone e, in questo modo, regolarizzarsi». Una volta predisposti i necessari interventi di adeguamento normativo e regolamentare, chi non fosse più in grado di continuare l'attività in proprio potrà "affittare" una poltrona (nel caso dei parrucchieri) o una cabina (per gli estetisti) all'interno di un altro salone, mantenendo la propria partita Iva e la propria gestione amministrativo-contabile. «Questa opportunità - continua Capecchi - potrebbe servire a fare concorrenza alle grandi catene che, lavorando no-stop anche la domenica e il lunedì, mettono in ginocchio i piccoli esercizi. Un parrucchiere, ad esempio, potrebbe decidere di dare in affitto le sue postazioni nei propri giorni di chiusura in modo da ampliare l'offerta. Io sono pronto a farlo». Anche Anna Bartolini, dell'estetica For You di via IV Novembre, si dice interessata ad affittare una cabina del suo locale: «Perché no? Di questi tempi - ammette - assumere un dipendente è proibitivo: per ampliare il servizio l'affitto della postazione potrebbe essere una buona idea. Andrebbe incontro alle richieste del mercato che chiede personale sempre più specializzato. Per noi sarebbe inoltre una fonte di confronto e scambio tra colleghi». Il problema a Pistoia è logistico: «Forse mancano gli spazi - spiega Carlo Soldi, di Idea Capelli in Porta al Borgo -. L'idea è ottima sia come soluzione alla crisi che per la lotta all'abusivismo, ma nelle piccole botteghe pistoiesi forse c'è poco spazio per conciliare due realtà nel solito locale». C'è anche chi ha già sperimentato questa pratica all'estero: «Io sono stato a New York - spiega Pino Casciaro, dell'omonimo salone - lì questo sistema è ormai consolidato: lo valuto positivamente, anche per dare la possibilità al parrucchiere fai-da-te che lavora al nero di emergere e smettere di fare concorrenza sleale a chi paga le tasse». Un massaggiatore in un negozio di estetisti, una manicure in un salone di acconciature: secondo Alessandra Monterastelli, del centro estetico Beauty Centre di Corso Gramsci, più servizi in un solo luogo valorizzerebbero l'offerta complessiva del locale. «Siamo estremamente soddisfatti dell' accordo - spiega Andrea Bargiacchi, coordinatore regionale e provinciale Cna benessere e sanità - anche se non è immediatamente operativo, ma in fase sperimentale in attesa che gli enti preposti attuino le necessarie modifiche normative, tributarie e regolamentari».
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