Scontro sui limiti per gli orari dei negozi
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Negozi nel centro storico La Regione interviene per mitigare gli effetti della liberalizzazione prevista dal governo
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PISTOIA. Esercizi commerciali: subito dopo la liberalizzazione degli orari sancita dal Decreto Monti, la Regione Toscana è corsa ai ripari con la legge regionale 66/2011, in vigore dal 2 gennaio 2012. Un modo per ribadire che la competenza in materia di orari è regionale, e le associazioni plaudono, invitando i Comuni ad adeguarsi alle disposizioni dell'ente guidato da Rossi. Immediatamente dopo la pubblicazione sul Burt, Confcommercio e Confesercenti hanno inviato ai Comuni della Piana e della Valdinievole e alle parti sociali, la richiesta di aprire i tavoli di concertazione «per consentire le aperture domenicali e festive nel pieno rispetto della legge». La legge regionale, ovviamente. Dalle associazioni di categoria si sono levate in più occasioni critiche contro la liberalizzazione degli orari: una guerra impari tra piccola e grande distribuzione, è stato detto, una deregulation che toglie gli ultimi limiti e rischia di dare il colpo di grazia al commercio di vicinato. L'intervento, auspicato, della Regione, è arrivato subito dopo l'approvazione del Decreto Salva-Italia, che contiene, tra le altre, la norma incriminata sulle liberalizzazioni. Adesso si attende la risposta degli enti locali. I Comuni quale delle due strade sceglieranno? Seguire le direttive del Decreto Monti o della legge regionale 66/211, che riscrive gli articoli 80 e 81 della legge 28/2005 (il Codice regionale del commercio) e pone dei paletti alla liberalizzazione totale, ribadendo la propria competenza in materia di commercio?. «Alcuni amministratori locali - racconta Riccardo Bruzzani, direttore di Confesercenti - mi hanno esposto i loro dubbi, parlando di gerarchia delle fonti del diritto». In pratica, mentre alcuni (come il sindaco di Agliana, Eleanna Ciampolini) hanno già manifestato la loro intenzione di seguire le direttive regionali, altri temono lo "scontro" con il Decreto Monti. Già alcuni mesi fa, all'entrata in vigore del precedente Decreto del governo Berlusconi, la Regione aveva chiamato ad esprimersi la Corte Costituzionale, competente a dirimere i contrasti tra poteri dello Stato. Lo stesso accadrà con il Decreto Monti. Nel frattempo c'è da decidere come attuare questa liberalizzazione. La legge regionale 66/2011 riscrive gli articoli 80 e 81 del Codice del Commercio stabilendo che (art. 80, comma 1): "Gli esercizi al commercio in sede fissa possono restare aperti al pubblico fino a un massimo di 13 ore giornaliere"; (art. 80, comma 2): "Previa concertazione con le parti sociali il Comune può consentire di derogare al limite di 13 ore, tenendo conto di quanto previsto dalla legge regionale 22/07/1998 n. 38; (art 80 comma 4): "Gli esercizi di commercio al dettaglio in sede fissa, salvo quanto previsto ai commi 5, 6, 8 e 9, osservano la chiusura domenicale e festiva", con deroga consentita (art 80 comma5) nelle domeniche di dicembre; (art 80 comma 6): "Previa concertazione con le parti sociali il Comune può consentire l'apertura domenicale e festiva degli esercizi al commercio al dettaglio in sede fissa in deroga a quanto previsto al comma 4, coordinandosi con i Comuni vicini". Quanto appunto auspicato dalle associazioni. «Il nostro obiettivo - afferma Marco Baldasserroni, funzionario Confcommercio - è confermarela regolamentazione in vigore nel 2011: 22 aperture straordinarie per l'area pistoiese e 28 per la Valdinievole». Tiziana Gori Altri servizi a pag. 2
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