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Sala, i locali pronti alla festa
Michele Galardini (1 - continua)
«Assurdo non poter offrire musica senza disturbare»
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PISTOIA. Aria di festa anche per i locali della Sala. Da stasera comincia il countdown per l'anno nuovo che terminerà domani sera con apertura fino a tarda notte e cene organizzate (a buon prezzo) per accogliere i tanti pistoiesi che preferiranno passare l'ultimo giorno dell'anno nella loro città. Mirco Nesti (a sinistra nella foto), proprietario della Vecchia Praga, sta controllando che tutti i tavoli esterni siano serviti a dovere, operandosi lui stesso per pulirli e riassettarli quando gli ordini sono molti e i giovani camerieri frullano da un tavolo all'altro senza sosta. Una storia, quella del locale, iniziata dieci anni fa come alternativa serale e notturna ai locali decentrati che raccoglievano un gran numero di giovani prevalentemente pistoiesi ed evolutasi nel corso degli anni di pari passo con l'evoluzione della vita giovanile nel centro storico. «La Sala - spiega Mirco - era una zona morta della città, ma con l'apertura della Vecchia Praga e degli altri locali la situazione è cambiata. Non si vedono come nei primissimi anni solo i giovani pistoiesi, fiorentini o pratesi: soprattutto nei fine settimana è aumentata la presenza di forestieri, persone o famiglie intere che vengono da fuori, da Bologna o Milano per trascorrere la giornata o il weekend a Pistoia. Se prima i locali erano prevalentemente notturni e rivolti ai ragazzi, oggi si sono adattati alle esigenze di diverse categorie di persone, dal bambino fino al settantenne che viene a fare l'aperitivo». Il comparto della Sala (in due immagini sopra) rappresenta oggi il luogo di maggiore aggregazione giovanile, forse l'unico se osserviamo quanto sia imponente il numero di nuovi esercizi aperti fra piazzetta dell'Ortaggio, la Sala e le vie limitrofe rispetto alle altre zone del centro anche non troppo distanti. Da questa concentrazione, impensabile fino a dieci anni fa, è nata quella che dai piani alti viene chiamata "movida", termine quasi mai condiviso dagli esercenti e dagli stessi giovani che ne fanno parte, ovvero un movimento giovanile compatto che trae ispirazione dalla vita notturna delle maggiori città spagnole, soprattutto Barcellona. Il fenomeno, a Pistoia, viene spesso identificato negativamente con chi, per poca educazione più che per ideale, utilizza il centro storico come un grande Luna Park, con tanto di vespasiani ad ogni angolo. Ma se chiedete a chi nella "movida" ci si trova in mezzo ogni giorno, la risposta che riceverete probabilmente sarà simile a questa: «La Sala non è mai stata una zona rissosa, soprattutto ora. È chiaro che anche fare una parola per uno a mezzanotte crea rumore. Gli incivili esistono dappertutto e noi non possiamo controllare tutto e tutti. Ma, almeno, se ci fossero dei servizi igienici aperti la notte si eviterebbero molti problemi. Ci sono i bagni pubblici del Comune, ma sono un po' nascosti e chiudono alle sette di sera». Se qualcosa è mancato, in questa evoluzione, è la musica live che in questi ultimi due anni è stata osteggiata senza mezzi termini dall'amministrazione. Secondo Mirco «è una opportunità che è sempre stata negata. Si potrebbe cominciare a organizzare qualcosa nel mese estivo, una volta al mese, con orari limitati e includendo gruppi pistoiesi. Secondo me può portate solo dei vantaggi». La musica, da tutti avvertita come necessità, per alcuni habitué del locale, tra cui David "Ramon" Fisicaro (secondo da sinistra), diventa quasi una missione: «Organizzerei un grande contest nazionale e farei suonare i gruppi in Piazza del Duomo e sulla Sala». Ecco l'idea: fare la musica nelle piazze ad orari legittimi, senza creare disagio per i residenti; non puntare solo sul rock, ma riscoprire anche la musica popolare di cui la montagna è feconda; aprire le piazze a gruppi emergenti e a grandi eventi.
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