Il Tirreno

Pistoia

Cna: «Subito un incontro coi terzisti»

Beatrice Faragli

Sotto accusa le ditte che non pagano: «Il Comune faccia da mediatore»

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 QUARRATA. «Siamo in una situazione esasperata. Negli ultimi 6 mesi del 2011 c'è stato un ulteriore calo rispetto all'annata precedente e per il 2012 le prospettive non sono buone. Occorre una riflessione seria da parte di tutti, associazioni e enti in testa». Paolo Spadoni, funzionario della Cna, intende chiedere al Comune di svolgere un ruolo da mediatore nella rottura tra terzisti e imprenditori del mobile. La Cna ha già contattato qualche ditta e sta pensando a un'assemblea di confronto, magari mediata dall'intervento del sindaco.  Tutto è partito da un volantino, che sta circolando in questi giorni per Quarrata. La lettera ha toni forti e si chiude con una minaccia che sicuramente rappresenta un grido d'allarme e un rischio a cui non si dovrebbe arrivare. «Il Natale 2011 - si legge nel documento - non sarà uguale per tutti. Le piccole e medie imprese sono devastate economicamente e di conseguenza lo sono le famiglie ed i lavoratori. Per tutto questo dobbiamo ringraziare quei signori che magari si sentono "industriali" e dopo i danni che hanno provocato al nostro distretto quarratino non si vergognano ad andare a testa alta come se nulla fosse».  Lo sfogo è anonimo ma non lascia spazio ai dubbi. L'accusa infatti è precisa ed è mirata a quelle società che falliscono e riaprono sotto altri nomi, e a chi, più in generale, non paga i creditori lasciandosi alle spalle una sfilza di piccole imprese in difficoltà e gettando i fornitori nella disperazione. «Chiediamo di essere ascoltati, chiediamo una serie di provvedimenti a tutela dei lavoratori onesti che credono ancora nel futuro della nostra città» si legge nel foglietto. La chiusura della missiva ha il sapore di una minaccia: «Se non verrà fatto niente in questo senso e nel minor tempo possibile - è scritto in fondo alla lettera - saranno i cittadini stessi a trovare il modo migliore di farsi giustizia».  La lista dei responsabili, secondo gli autori della denuncia, è lunga. In ballo sono state chiamate 5 aziende del mobile quarratino, ditte notissime agli addetti ai lavori. «Per questi individui - sentenzia l'atto d'accusa dei terzisti - chiediamo l'intervento delle istituzioni locali, dei Carabinieri e soprattutto della Guardia di finanza. Coloro che pagano, alla fine, sono sempre gli stessi: quelli che velocemente stanno scomparendo, a meno che non si riesca a fermare questo meccanismo distruttivo per il futuro di Quarrata».  Anche gli avvocati sono finiti in mezzo all'anonima accusa. «Fanno di tutto affinchè la causa permanga aperta a lungo in modo da poter speculare sulle spalle di chi, invece, lotta con tutti i propri mezzi e ricorre anche ad un forte indebitamento per cercare di resistere» c'è scritto nel volantino.  «Il problema di qualche ditta che è ripartita senza pagare i fornitori - spiega Spadoni - è reale, così come lo sono i tempi lunghi delle procedure fallimentari. I terzisti per riprendere anche pochi soldi devono aspettare moltissimo e, di sicuro, vedere chiusure che si trasformano in riaperture dispiace a chi tira la cinghia tutti i giorni pur di andare avanti. Le prospettive però non sono belle per nessuno. Rispetto al 2010 la situazione - ripete il responsabile Cna - è peggiorata. Tra le banche che hanno chiuso i rubinetti e la crisi del lavoro questi sono i risultati».

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