Il Tirreno

Pistoia

«Morì per colpa di quell'auto in sosta»

L’auto distrutta dall’incendio dopo l’impatto con la moto
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L’auto distrutta dall’incendio dopo l’impatto con la moto

Chiesto un rinvio a giudizio per la tragica fine in moto del 22enne Lorenzo Gavazzi

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 PISTOIA. Era partito di casa da pochi minuti, in sella alla sua Yamaha. Dietro di lui, a bordo di uno scooter, il padre. All'altezza della Fondazione Vivarelli, in via Felceti, Lorenzo Gavazzi, 22 anni, aveva perso il controllo della moto: all'uscita della curva le ruote erano finite sull'erba del ciglio e avevano perso aderenza, la Yamaha era finita a terra e, ancora avvinghiato ad essa, il giovane era scivolato per diversi metri, fino a schiantarsi contro una Panda in sosta davanti ai cassonetti dei rifiuti. L'impatto aveva innescato un incendio e le fiamme avevano avvolto in un lampo moto e conducente. Lorenzo era morto sul colpo. Invano il padre Roberto, infermiere del 118, aveva cercato di salvarlo.  Era la mattina del 31 luglio scorso. Chiuse le indagini, la procura della Repubblica ha depositato in questi giorni la richiesta di rinvio a giudizio per il conducente dell'auto contro cui si è schiantata la moto. Giorgio Berti, 61 anni, residente poco lontano dal luogo della tragedia, è accusato di omicidio colposo.  Secondo il pm Giuseppe Grieco, titolare dell'inchiesta, anche se non ha contribuito a determinare la caduta, la posizione della Panda è stata determinante nella morte del giovane: per il magistrato, se non ci fosse stata l'auto - parcheggiata sul lato sinistro della stretta carreggiata - la scivolata sarebbe continuata; invece, la Yamaha c'è rimbalzata violentemente contro e sarebbe stato in quella fase che Lorenzo Gavazzi è morto, a causa (come accertato dall'autopsia) delle gravissime lesioni causate al livello del collo da parte della leva della frizione. Quando era stato avvolto dalle fiamme, il giovane era già morto.  Nei prossimi giorni sarà fissata la data dell'udienza preliminare, nel corso della quale il gup del tribunale dovrà decidere se rinviare o meno a giudizio Giorgio Berti, difeso dall'avvocato Giovanni Dini. Come evidenziato dai primi accertamenti, dopo averla fermata sul lato della strada, l'uomo era sceso da pochissimo dall'auto per gettare i rifiuti nel cassonetto.  Lorenzo Gavazzi viveva, insieme al padre, nella piccola frazione di Arcigliano. Aveva compiuto da poco 22 anni. Diplomato perito industriale all'Istituto tecnico industriale Fedi di Pistoia, da due anni lavorava come praticante in uno studio professionale di Montecatini. Il fratello maggiore, Leonardo, è titolare di un conosciuto bar di Porta San Marco. Roberto Gavazzi, il padre, 58 anni, è invece infermiere diplomato del 118, tra i più esperti e stimati.

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