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Medici sul piede di guerra

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Sconcertanti per l'intersindacale medica della Asl 3 le risposte della direzione all'iniziativa dei medici di rivolgersi alla magistratura per veder riconosciuti i loro diritti in merito alle retribuzioni. «Abbiamo registrato diffuse reazioni di sdegno da parte dei medici impegnati nelle sale operatorie, nella diagnostica, nei reparti e sul territorio - dice l'intersindacale -. Il richiamo del direttore generale Scarafuggi all'assunzione di responsabilità ("bisogna che anche i medici delle unità operative si assumano le loro responsabilità: se la gente non si cura da noi non è solo un problema organizzativo, ma un problema di reparto») risulta offensivo nei confronti dei medici e di tutte le altre professionalità impegnate nelle strutture aziendali perché connotato da disprezzo. Appare evidente anche la totale mancanza della consapevolezza che il ruolo che egli stesso ricopre, così come quello dell'apparato gestionale-amministrativo, nell'ambito sanitario, ha un senso solo se a supporto degli operatori che si occupano di assistenza, riabilitazione e prevenzione».

A giudizio dell'intersindacale è poi «superfluo e sorprendente il richiamo perché Scarafuggi dimentica che la responsabilità è componente strutturale e non differibile di tutta l'attività sanitaria.Valutiamo grossolano e fuori luogo il riferimento del dottor Simonetti nelle cui parole ("... è un po' come l'evasore che si giustifica dicendo che tanto tutti evadono le tasse") contestualmente ravvisiamo la necessità assoluta di portare fino in fondo il nostro contenzioso. Questo allo scopo di chiarire l'entità del danno prodotto da quello che lui ritiene essere il sovradimensionamento erroneo dei fondi stipendiali operato nelle altre Asl con danaro pubblico.

«Siamo spiacenti per il disagio di Scarafuggi dovuto al nostro riferimento alla sua gestione massese che non aveva il fine di ingenerare alcun "clima di sospetto", ma corrispondeva solamente a quanto emerge dal flusso informativo regionale. Prendiamo atto, con qualche preoccupazione che anche a Massa - l'opinione del dottor Simonetti è tale da giustificare il dubbio - probabilmente sarebbe stato operato un errore per eccesso nella composizione dei fondi retributivi. Inoltre apprendiamo che l'atteggiamento di Scarafuggi non sarebbe cambiato fra la gestione di Massa e quella di Pistoia.

«Infine chiediamo di conoscere cosa siano esattamente gli standard contrattuali citati dai responsabili della direzione aziendale anche perché a noi risultano esserci solo norme contrattuali la cui applicazione evidentemente è stata oggetto di raffinate e, forse, pretestuose interpretazioni. La vicenda in corso sembra dimostrare quanto sia obsoleta la concezione aziendalistica affermatasi negli ultimi anni nel sistema sanitario pubblico. Facciamo presente a Scarafuggi che la nostra opinione sull'esito della causa da noi promossa nei suoi confronti, per attività antisindacale, è un po' diversa dalla sua. Tant'è che l'azienda ha dovuto sostenere, sulla base del giudizio, le spese legali di difesa. Con soldi pubblici, ovviamente».

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