Maestra chiede di patteggiare
Massimo Donati
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Il Gatto Parlante ad Agliana Va avanti l'inchiesta sull'asilo nido chiuso ad Agliana
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AGLIANA. Le bocche degli inquirenti sono cucite. Un solo particolare si lasciano sfuggire: non si tratta neppure lontanamente di un altro Cip Ciop. Certo è comunque che sull'asilo "Il Gatto parlante" di Agliana è in corso un'inchiesta. O meglio, una nuova inchiesta. Sì perché già per alcuni episodi che risalgono alla fine del 2009 la procura della Repubblica aveva aperto un fascicolo nei confronti di una maestra di allora, che adesso non lavora più nella struttura aglianese. Proprio in questi giorni, in vista dell'imminente processo davanti al giudice monocratico del tribunale, l'avvocato della donna e il pubblico ministero hanno concordato di procedere al patteggiamento della pena. La maestra è imputata del reato di abuso di mezzi di correzione. Non di maltrattamenti quindi, come quelli avvenuti all'asilo Cip Ciop di Pistoia, dove le violenze fisiche e psicologiche sarebbero state gravi e reiterate. Comportamenti bruschi con i bambini, punizioni particolarmente severe, strattonamenti o scappellotti: anche una soltanto di tali fattispecie potrebbe comportare la violazione dell'articolo 371 del codice penale, che prevede una pena fino a sei mesi di reclusione. Come detto, per gli episodi avvenuti ormai due anni fa il procedimento penale è già arrivato alla fase del processo. Così come l'iter giudiziario dovrebbe essere già in fase avanzata anche per quanto riguarda una seconda inchiesta, relativa ad episodi avvenuti nei primi mesi del 2010. Anche in questo caso, come nel precedente, a segnalare il comportamento ritenuto eccessivamente severo di una maestra (sembra una sola) sono stati degli stagisti che hanno lavorato temporaneamente al Gatto parlante di Agliana. Anche questa maestra non lavora più nella struttura educativa e, come la collega, avrebbe avuto metodi giudicati troppo severi con i bambini a lei affidati. Comportamenti eccessivamente duri utilizzati soprattutto in occasione di situazioni collettive, come il momento del pranzo, del riposino o del lavaggio delle mani e del viso: quando era capitato che un bambino non aveva obbedito facendo perdere la pazienza alla maestra, sembra (il condizionale è d'obbligo) che questa l'avesse strattonato, oppure legato al seggiolone con le apposite cinghie di sicurezza, o costretto a stare al buio per dormire. Questa seconda inchiesta della procura - portata avanti dai carabinieri del nucleo investigativo di Pistoia - sembra sia stata "integrata" nei mesi scorsi da altre segnalazioni, arrivate questa volta dagli stessi addetti al controllo della qualità della formazione incaricati dal Comune di Agliana di verificare nell'asilo la sussistenza di requisiti necessari alla concessione dell'autorizzazione per l'esercizio dell'attività educativa da parte dei privati. Gli "ispettori" comunali avrebbero riscontrato, come spiegato giovedì dal sindaco di Agliana Eleanna Ciampolini, «metodi correttivi fuori dalle righe» utilizzati da alcune educatrici ai danni dei bambini, comportamenti non idonei al piano educativo. Anche il sindaco Ciampolini ha assicurato che non si è trattato di maltrattamenti: «Il caso del nido di Agliana non è un altro Cip Ciop». Tutte le segnalazioni sarebbero, anche a suo dire, relative agli anni scolastici passati e ad educatrici che non lavorano più ad Agliana. In ogni caso, proprio per prevenire eventuali comportamenti più gravi, il sindaco ha preso la decisione di revocare l'autorizzazione alla struttura, che, così, a fine mese, chiuderà i battenti. «Non vogliamo né allarmare né ridimensionare la vicenda - ha spiegato giovedì il sindaco -. Chiudere è stata una decisione non certo facile, nemmeno per i vertici della cooperativa: è una scelta basata su elementi ancora da verificare. A tutela del benessere dei bambini abbiamo preferito ritirare l'autorizzazione. «La vicenda del Cip Ciop ha segnato tutti noi e sicuramente ha inciso anche su questa chiusura. «La nostra realtà però è ben diversa».
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