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Università, sos ai vivaisti
Tiziana Gori
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Il polo universitario, il presidente Giuseppe Totaro e un gruppo di studenti Si punta ad avere il corso di architettura del paesaggio
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PISTOIA. «La domanda fondamentale è: le istituzioni del territorio vogliono impegnarsi nel tenere in vita il distaccamento pistoiese? Per quel che riguarda Uniser, la risposta è sì». Giuseppe Totaro, presidente del consorzio Uniser, che gestisce il distaccamento universitario di via Pertini, non vuole sentire parlare di un progetto «con scadenza a termine». Nelle sue intenzioni, il distaccamento dell'università fiorentina continuerà a vivere e il consiglio di amministrazione da lui presieduto sta cercando di garantirne un'alta qualità dell'offerta formativa. Non più, al momento, attraverso l'introduzione di nuovi corsi di laurea, ma puntando su master e corsi post laurea orientati verso le specificità del territorio. Turismo e vivaismo in prima linea. Totaro dice e non dice. Forse non tutti i soci di Uniser hanno la stessa sua posizione, forse le difficoltà finanziarie e quelle conseguenti alla riforma Gelmini (che rischiano di portare alla sparizione del corso di laurea in Scienze turistiche), stanno inducendo i partner istituzionali a una retromarcia sul progetto-università. Un'eventualità che l'avvocato non vuole prendere in considerazione. «Un anno e mezzo fa - spiega - abbiamo redatto un piano di sviluppo pluriennale che teneva già conto della difficoltà degli enti locali e della riforma universitaria. E il finanziamento dei quattro soci (Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Caripit) è sceso nel 2011 a 130mila euro. Se si crede veramente nel progetto è necessario farlo in questo contesto. Io dico che Pistoia non deve privarsi di questa presenza». Il destino del corso di laurea in Scienze turistiche è ancora incerto. Con la riforma Gelmini i docenti non possono più insegnare in 3-4 corsi di laurea in sedi diverse. Le università si trovano nella necessità di sopprimere i corsi meno forti e recuperare personale da redistribuire "in sede". Scienze turistiche potrebbe scomparire da Pistoia, e sarebbe un peccato perché gli iscritti sono 450 (il 30% da fuori città) e in aumento rispetto allo scorso anno. Firenze tentenna, e da più parti si è levato un appello ad Uniser: «Guardate altrove». «Anche le altre università si trovano nella stessa condizione - fa notare l'avvocato -. Detto questo, ci stiamo guardando intorno, ma non condivido alcune posizioni, come quella espressa dall'assessore al bilancio del Comune Alberto Niccolai (a lato, ndr). Nel momento in cui Firenze è perplessa dovremmo cercare di rafforzare il rapporto con loro, perlomeno per tentare di far sopravvivere Scienze turistiche. Le cose non sono scritte, le posizioni del preside della facoltà del corso di laurea non ancora definite. A giorni dovremmo ricevere una sua comunicazione. Forse ci sono dei margini». Per il resto, spazio alla ricerca e ai master di perfezionamento, come suggerisce anche il rettore dell'università di Firenze Alberto Tesi (pistoiese, di Lamporecchio). «Il distaccamento - conferma Totaro - non può essere quello che è stato finora, e, consapevoli di questo, stiamo lavorando su delle soluzioni che ci paiono interessanti». L'obiettivo è portare in via Pertini il master in Architettura del paesaggio. E partendo da questo altri master che abbracciano, in un'ottica di multidisciplinarietà, tutto l'ambito del vivaismo. «Settore - sostiene il presidente Uniser - che deve avere la forza di passare dalla tradizione ad una presenza permanente in campo scientifico». L'auspicio è che i vivaisti, quelli che contano e hanno i mezzi per farlo, vogliano credere nel progetto. «Non come sponsor - dice Totaro - ma come azionisti di Uniser». Praticamente certa invece, già dal prossimo anno, l'attivazione in due università della Spagna e del Belgio del master per coordinatori pedagogici, uno dei fiori all'occhiello del distaccamento pistoiese. Intanto stasera il Cda incontra i soci: all'ordine del giorno il bilancio di previsione 2012. «Stiamo predisponendo le spese - spiega Totaro -. La Fondazione Caripit, proprietaria dello stabile, vuole destinare un piano ad altra attività. Vediamo se dovremo prendere in considerazione le entrate per la gestione di quel piano».
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