Il Tirreno

Pistoia

«Pista ciclabile groviera in bici o a piedi costretti a percorrere viale Adua»

Tiziana Gori
Pista-groviera ciclisti costretti a percorerre viale Adua (a sinistra)
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Pista-groviera ciclisti costretti a percorerre viale Adua (a sinistra)

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PISTOIA. Poche palate di catrame su una pista ciclabile totalmente disconnessa. I residenti e chi in quel tratto di viale Adua - all'altezza dell'assicurazione Rapini - ci lavora, hanno assistito alla scena con un misto di sconforto e incredulità. Quando ha capito che l'operaio del Cantiere comunale stava risalendo sul furgoncino, Simone Rapini l'ha fermato, e gli ha domandato se il lavoro «fosse tutto lì». «Ho fatto quello che mi è stato chiesto», ha risposto l'operaio.  Era già iniziata da qualche giorno una raccolta di firme. Le quattro toppe tra i civici 372 e 376 hanno dato il colpo di grazia alla pazienza generale.  A farsi portavoce del malcontento diffuso lo stesso Simone Rapini e due residenti, Fausto Carli e Tiziano Santini. Ma altri, assicurano, a partire dall'azienda Diddi, poco distante, hanno varcato a più riprese le porte del Comune.  «La questione delle piste ciclabili - afferma Carli - è stata di nuovo affrontata in consiglio comunale alcune settimane fa grazie a un'interpellanza del consigliere del Sel Fabrizio Geri. Noi residenti siamo partiti con una raccolta di firme in tutti i palazzi della zona».  Cosa si chiede sul viale Adua? «Il recupero della viabilità». Una richiesta non da poco. «Ma queste piste - afferma Carli - sono in totale degrado. Ciclisti e pedoni sono costretti a percorrere la sede stradale. Un ragazzo con handicap che abita dall'altro lato è costretto a camminare sulla strada. Nessun ciclista riesce a passare sulla pista, pedalano tutti rasente la carreggiata».  «D'altra parte - prosegue - è una pista tra gli alberi, e con le auto che la attraversano costantemente per parcheggiare davanti alle abitazioni».  È polemico, Fausto Carli. «Questi sono soldi dei cittadini buttati via. Mi ricordo che il progetto, circa 10 anni fa, fu portato a compimento in tutta fretta per non perdere i finanziamenti della Comunità europea. Ma il materiale con cui è stata realizzata la pista si è sbriciolato dopo pochi anni, è rimasto il ghiaino, e buche dappertutto dove l'asfalto ha ceduto».  «Quando piove - spiega Tiziano Santini - gli scarichi dell'acqua scivolano verso i palazzi. Abbiamo sempre l'acqua in casa».  Unica, parziale consolazione per Carli, il risarcimento ottenuto quando ha rotto il cerchione della bici finendo in una buca. «Io - aggiunge Rapini - ho rovinato il cerchio in lega di una ruota. Ma è un problema comune: entrando dalla strada davanti ai palazzi, succede spesso».  Servirebbero parcheggi, e anche questa è un'altra richiesta vecchia di anni. Confcommercio ha presentato un'osservazione in merito nel regolamento urbanistico in via di approvazione.  Gli uffici tecnici, assicura invece l'assessore alla viabilità Riccardo Pallini, stanno predisponendo un progetto di intervento sui due lati della pista ciclabile dal Ponte Europa a Capostrada. «Trattandosi di un intervento di manutenzione straordinaria dovremo inserirlo nel piano degli investimenti, ma l'intenzione è di farcela per il 2012». Da rinnovare, concorda, la pavimentazione dell'intero tratto di pista.

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