Il Tirreno

Pistoia

«Manovra, aziende agricole a rischio chiusura»

Eugenio Fagnoni
«Manovra, aziende agricole a rischio chiusura»

Il centro studi dell'associazione di imprenditori ha misurato le ripercussioni in negativo della manovra e dopo questo monitoraggio dice che "su scala nazionale brucia il 10% del valore aggiunto prodotto in agricoltura"

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La mobilitazione l'ha decisa la Confagricoltura e parte significativamente da un'area produttiva di eccellenza, come Pistoia col suo vivaismo che è più del 50% del comparto regionale. Il centro studi dell'associazione di imprenditori ha infatti misurato le ripercussioni in negativo della manovra e dopo questo monitoraggio dice che «su scala nazionale brucia il 10% del valore aggiunto prodotto in agricoltura; inoltre, dall'indagine - basata sui dati del censimento Istat (Istituto nazionale di statistica) del nostro centro studi, emerge che oltre mezzo milione di aziende sotto i 20 ettari di superficie rischiano di chiudere, provocando un'emergenza sociale oltre che economica».

Trasferendo sulla realtà della provincia di Pistoia questi dati del centro studi di Confagricoltura il direttore dell'organizzazione ci fa questo quadro di sintesi altrettanto allarmante. «Il nostro territorio agricolo lavorato - dice Genunzio Giannoni - è formato almeno al 50% da imprese di media dimensione, cioè con superficie di 20 ettari e poco più. Di conseguenza gli effetti della manovra Monti mettono a rischio di chiusura, secondo una nostra valutazione, i due terzi di imprese della provincia, sia di agricoltura tradizionale che florovivaistica.

Una nostra stima calcola che possano uscire dal mercato dalle 700 alle 900 aziende agricole del comprensorio e che si determini un ridimensionamento di quelle che si salvano. Lascio immaginare con quali ricadute economico/sociali per tutto il territorio. Del resto prendendo ad esempio la produzione simbolo di Pistoia e provincia, cioè il florovivaismo, questo settore subisce un incremento di imposte pari a più 400%». Il direttore di Confagricoltura prosegue con questa considerazione sul rapporto con altri paesi concorrenti di Europa.

«Si fa spesso riferimento - afferma - quando partecipiamo ai tavoli di concertazione a quanto avviene nel resto d'Europa. Allora è bene precisare che per le nostre aziende florovivaistiche il costo del gasolio agricolo è di 1 euro e 20 centesimi di euro al litro; costo al quale si deve aggiungere l'Iva al 10%. Nella vicina Francia il gasolio agricolo costa 1 euro al litro tutto compreso ed il costo complessivo del settore francese è del meno 25%, rispetto al nostro.

Una situazione ancora più emblematica, quando facciamo l'esempio con l'Olanda, il più grande concorrente mondiale del florovivaismo. Il governo olandese ha fissato tramite un protocollo di legge che per i florovivaisti che si impegnano ad usare il metano per riscaldare le loro serre il prezzo di questa fonte energetica non può superare il tetto di 42,5 euro al metro cubo. Il prezzo attuale in Olanda è di 40,0 euro al metro cubo. Le nostre aziende, davanti a questi costi e disparità rispetto alla concorrenza europea, ritengono improponibile riscaldare le loro serre con gasolio agricolo; infatti nel comparto floricolo ormai si produce in serra fredda e fuori campo».

Il direttore Genunzio Giannoni spiega il perché della mobilitazione: «Nasce dalla presa d'atto delle conseguenze che la manovra Monti produce sull'agricoltura e dal fatto che il Governo si è sottratto ad un confronto di merito sulle nostre proposte che tendevano a mitigare l'effetto distruttivo sull'economia agricola del paese già di per se in profonda crisi.

Confagricoltura non si vuole sottrarre a dare il suo contributo per sollevare il paese in questo momento di difficoltà, ma non possiamo permettere la chiusura delle imprese che saranno certamente messe fuori mercato, determinando una crisi economica, sociale ed occupazionale, che nella nostra provincia vuol dire un taglio consistente dell'economia. La mobilitazione nel concreto vuole riaprire il confronto col Governo Monti, affinché col decreto Milleproroghe si abbia un'attenuazione della situazione.

Gli imprenditori che vogliono aderire alla nostra azione lo possono fare, sottoscrivendo il documento di protesta, tramite i nostri siti: www.confagricolturapistoia.it ed e-mail: pistoia@confagricoltura.it oppure rivolgendosi alla nostra segreteria allo 0573/21231».

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