Il Tirreno

Pistoia

Un sacerdote di colore per i funerali

M.Q.
Gianluca Casseri
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Gianluca Casseri

A Cireglio c'è don Juvenal, congolese: «Pronto a celebrare»

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 PISTOIA. Ancora non si sa dove si svolgerà la cerimonia funebre per Gianluca Casseri; è molto probabile, però, che si tenga a Cireglio, il paese di origine di tutta la famiglia. Qui, la chiesa è guidata dal parroco don Juvenal Mapendano, congolese. Per una qualche indecifrabile strada del destino dovrebbe essere un parroco di colore a celebrare le esequie funebri del killer dei senegalesi, dell'uomo che ha posto fine alla sua vita e a quella di altre due persone, accecato dall'odio razziale. «Non so ancora niente del funerale - dice don Juvenal, o "Giovenale" come lo chiamano i parrocchiani -. Non ho avuto telefonate né dalla famiglia, né da nessun altro. Siamo in attesa di notizie». L'autopsia sul corpo di Casseri, comunque, è stata effettuata nel pomeriggio di ieri, quindi a breve sarà possibile organizzare la cerimonia funebre.  E don Juvenal, di origine africana, dovrebbe celebrare, nella sua chiesa, le esequie di colui che da alcuni siti neonazisti è già stato definito "l'eroe bianco".  «Sono parroco di Cireglio da due mesi - spiega il sacerdote - non conosco ancora molto la gente di qua. Da quando ho appreso che cosa era successo però la mia mente non fa altro che girare e girare per cercare una risposta a quanto accaduto. Mi continuo a chiedere come sia possibile che da un uomo si sia sprigionato così tanto male.  «Io non lo conoscevo e non avevo mai incontrato neppure la sua famiglia. A quanto mi hanno detto i parrocchiani, la mamma di Casseri, quando stava bene, frequentava la chiesa, portava i fiori.  «Lui credo invece che non frequentasse».

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