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Impossibile revocare al killeril permesso di tenere armi
Tiziana Gori
Per la questura non sarebbe stato possibile, a termini di legge, revocare l’autorizzazione alla detenzione della Smith & Wesson 357 Magnum con cui Gianluca Casseri ha ucciso i due venditori ambulanti
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Per la questura non sarebbe stato possibile, a termini di legge, revocare l’autorizzazione alla detenzione della Smith & Wesson 357 Magnum con cui Gianluca Casseri ha ucciso, martedì pomeriggio a Firenze, due venditori ambulanti senegalesi, e ne ha feriti altri tre. Vero che nel 2010 Casseri era stato protagonista di due denunce, ma non per episodi e in contesti che avrebbero potuto portare alla revoca della licenza da parte della questura. Che precisa inoltre che per quelle denunce sono ancora in corso le indagini preliminari.
Tra le tante riflessioni e polemiche sorte dopo il duplice omicidio di Firenze, le più comuni hanno riguardato proprio le armi possedute da Casseri, e perché il fucile e la pistoia erano in suo possesso se lo scorso anno era stato denunciato. Il 13 marzo per la partecipazione alla manifestazione, non autorizzata, organizzata da Casa Pound e La Destra, al carcere di Veneri. La seconda a metà novembre. Accecato dalla rabbia, Casseri aveva sradicato dalla strada i cartelli della nuova segnaletica stradale in via Pertini, davanti alla Cattedrale. Scorto da un operaio del cantiere comunale e da un vigile urbano, aveva prima inveito e poi aggredito l’agente, per poi tentare di investirlo quando si era dato alla fuga a bordo della sua macchina. In realtà, spiegano in questura, essere oggetto di denuncia e vedersi revocata la licenza alla detenzione di armi non è affatto automatico.
Casseri aveva ottenuto la licenza per il fucile nel 2009. Una certificazione della commissione provinciale medica che ne attestava l’idoneità fisica completa e il casellario giudiziario pulito (nonché altri particolari, come l’aver prestato servizio nell’esercito durante il servizio militare, a Milano, nel 1981) avevano dato il via libera alla concessione della licenza per l’uso del fucile ad uso sportivo (risulta si sia allenato 4 volte al poligono di tiro di Pistoia). Contemporaneamente, aveva denunciato il possesso di 50 cartucce. Nella cantina della casa di Cireglio, dove aveva allestito un piccolo laboratorio per ricaricare le cartucce, gli inquirenti hanno trovato pressa e bossoli. Ma anche questa non è una pratica inusuale tra cacciatori e le presse sono acquistabili nelle armerie. La pistola usata per la strage, Casseri l’aveva acquistata regolarmente, sempre nel 2009. Per questa non aveva il porto d’armi, poteva detenerla in casa, ma non portarla fuori. La questura ribadisce che le denunce - quel tipo di denunce -, senza una sentenza di un tribunale, non bastavano a revocare la licenza, come indicano gli articoli 10 e 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. E il fatto che fosse depresso? L’unica certificazione agli atti, ricordano in questura, era quella che ne accertava l’idoneità fisica al possesso di armi e al loro uso ai fini sportivi.
Tra le tante riflessioni e polemiche sorte dopo il duplice omicidio di Firenze, le più comuni hanno riguardato proprio le armi possedute da Casseri, e perché il fucile e la pistoia erano in suo possesso se lo scorso anno era stato denunciato. Il 13 marzo per la partecipazione alla manifestazione, non autorizzata, organizzata da Casa Pound e La Destra, al carcere di Veneri. La seconda a metà novembre. Accecato dalla rabbia, Casseri aveva sradicato dalla strada i cartelli della nuova segnaletica stradale in via Pertini, davanti alla Cattedrale. Scorto da un operaio del cantiere comunale e da un vigile urbano, aveva prima inveito e poi aggredito l’agente, per poi tentare di investirlo quando si era dato alla fuga a bordo della sua macchina. In realtà, spiegano in questura, essere oggetto di denuncia e vedersi revocata la licenza alla detenzione di armi non è affatto automatico.
Casseri aveva ottenuto la licenza per il fucile nel 2009. Una certificazione della commissione provinciale medica che ne attestava l’idoneità fisica completa e il casellario giudiziario pulito (nonché altri particolari, come l’aver prestato servizio nell’esercito durante il servizio militare, a Milano, nel 1981) avevano dato il via libera alla concessione della licenza per l’uso del fucile ad uso sportivo (risulta si sia allenato 4 volte al poligono di tiro di Pistoia). Contemporaneamente, aveva denunciato il possesso di 50 cartucce. Nella cantina della casa di Cireglio, dove aveva allestito un piccolo laboratorio per ricaricare le cartucce, gli inquirenti hanno trovato pressa e bossoli. Ma anche questa non è una pratica inusuale tra cacciatori e le presse sono acquistabili nelle armerie. La pistola usata per la strage, Casseri l’aveva acquistata regolarmente, sempre nel 2009. Per questa non aveva il porto d’armi, poteva detenerla in casa, ma non portarla fuori. La questura ribadisce che le denunce - quel tipo di denunce -, senza una sentenza di un tribunale, non bastavano a revocare la licenza, come indicano gli articoli 10 e 11 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. E il fatto che fosse depresso? L’unica certificazione agli atti, ricordano in questura, era quella che ne accertava l’idoneità fisica al possesso di armi e al loro uso ai fini sportivi.
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