Meteo
Aveva tentato di investire un vigile
In un raptus, Casseri aveva divelto i segnali stradali alla nuova Cattedrale
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA.Un raptus di follia, anche quella volta. Ma con conseguenze assai meno tragiche. Era il 16 novembre 2010 quando Gianluca Casseri fu denunciato dalla polizia municipale di Pistoia per resistenza, oltraggio, violenza e minacce a pubblico ufficiale e danneggiamento, dopo aver tentato di investire, per darsi alla fuga al volante della sua auto, un ispettore e un operaio comunale. Teatro dell'episodio - col senno di poi, senz'altro allarmante - via Pertini, alle ex Breda, proprio a due passi dal comando dei vigili urbani. Nei pressi della nuova "Cattedrale", un vecchio capannone dell'industria ferroviaria pistoiese, erano in corso dei lavori di ristrutturazione. E per quello il Comune aveva piazzato della nuova segnaletica stradale. Segnaletica che, però, a Casseri non andava proprio a genio. Probabilmente colto da un momento di follia, era sceso dalla sua auto e si era messo a sbarbare dal marciapiede i pali con i cartelli stradali, scaraventandoli a terra. Nelle vicinanze si trovavano un operaio del cantiere comunale e un ispettore della Camera di commercio, temporaneamente aggregato al comando della Polizia municipale. Immediatamente i due si erano avvicinati per tentare di fermare Gianluca Casseri e procedere alla sua identificazione. Invano. Il ragioniere di Cireglio era riuscito a divincolarsi, a salire sulla sua auto e a ingranare la marcia. L'ispettore camerale gli si era parato davanti, in un ultimo tentativo di bloccare la sua fuga, ma Casseri non aveva neppure accennato a fermarsi e lui si era dovuto scansare per non essere travolto. Attraverso il numero di targa, Casseri era stato identificato e denunciato alla procura della Repubblica per i reati di resistenza, minacce, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, danneggiamento e rifiuto di fornire le proprie generalità. Un precedente di polizia che si era andato a sommare a un altro a carico di Gianluca Casseri, quello relativo alla sua partecipazione, il 13 marzo dello stesso anno, alla manifestazione non autorizzata organizzata da Casa Pound e La Destra a Pescia, davanti al carcere di Veneri, per protestare contro lo spreco di denaro pubblico per una struttura mai entrata in funzione e abbandonata da oltre vent'anni. Nessun precedente penale invece per Gianluca Casseri, né segnalazioni di pericolosità sociale che avrebbero potuto portare alla revoca del suo porto d'armi, rilasciato dopo il superamento senza problemi dell'obbligatoria visita medica. Un permesso che il ragioniere di Cireglio aveva dal 2009 anni, per il suo fucile di tiro sportivo, con cui si esercitava regolarmente, almeno fino al 2009, al poligono di Pistoia, confezionandosi da solo le munizioni (come del resto tutti gli appassionati del settore): nella cantina della sua casa di Cireglio aveva allestito un piccolo laboratorio attrezzato per ricaricare le cartucce. Nel corso della perquisizione, martedì pomeriggio, gli inquirenti hanno trovato pressa e bossoli (sembra anche di calibro adatto per la pistola degli omicidi). La pistola usata per la strage di Firenze, una calibro 357 Magnum, l'aveva acquistata regolarmente un paio di anni fa: poteva detenerla nella sua abitazione di Cireglio, ma non portarla fuori. Dal poligono di Pistoia spiegano come non fosse un frequentatore abituale. «L'ultima volta che lo abbiamo visto sparare da noi è stato due anni fa - spiega il presidente Daniele Cecchi - Complessivamente, in ogni caso, non è venuto che poche volte nel corso degli anni ad esercitarsi da noi al poligono. Non ha imparato a sparare seguendo nostri corsi e non siamo stati noi a rilasciargli la licenza: quando è arrivato qui, sapeva già come impugnare un'arma». Cecchi spiega di essere rimasto «allibito» da quanto è accaduto: «Sembrava una persona normalissima, non avrei mai pensato che potesse compiere un gesto del genere». Massimo Donati SERVIZI A PAG. 3, 4 E 5
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
