«Vogliono cacciare il Tennis club»
B.F.
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I campi da tennis del circolo di Serravalle Polemica col Comune che vuol trasferire l'impianto sportivo
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SERRAVALLE. «Quanto approvato sembra proprio il classico "calcio nel sedere"». Il tennis club "Le Torri" di Serravalle non ci sta proprio a subire senza reagire la trasformazione dei campi sportivi di via della Pace in giardini e parcheggi. Dopo aver raccolto 130 firme per dire no all'operazione, che dovrebbe servire a creare spazi di servizio per le feste organizzate al castello di Castruccio», il gruppo, guidato dal presidente Luciano Mazzoncini, adesso firma una lettera contro la previsione del governo locale (contenuta in un piano particolareggiato già passato in consiglio) e annuncia osservazioni scritte. «Gli spogliatoi - si legge nella missiva - potranno essere sfruttati come spazi, con docce, bagni e magazzino, dagli organizzatori degli eventi estivi, e andranno quindi a favorire l'impegno per il loro tempo libero. Ora noi dirigenti del Tennis club "Le Torri" domandiamo: e il nostro di tempo libero?». L'associazione, alla gestione dell'impianto da 15 anni, rivendica una presenza importante, fonte d'aggregazione, nel paese serravallino. «Stiamo in quel posto - spiegano - per tutto il periodo estivo o quasi da quarant'anni. Migliaia di ragazzi e di adulti hanno frequentato Serravalle proprio perchè ci sono i campi da tennis». Si tratta, lo ricordano, dell'unica struttura sportiva della zona. Dal gruppo denunciano inoltre «affermazioni e comportamenti incredibili da parte dei relatori» durante il consiglio comunale che ha visto all'ordine del giorno l'approvazione del piano. «Il sindaco - spiegano - ha fortemente messo in dubbio l'autenticità delle 130 firme raccolte, favorevoli alla nostra causa, dubitando quindi anche della nostra lealtà. Posso assicurare - dice Mazzoncini - che noi abbiamo fatto firmare solo chi voleva, e qualcuno ci ha anche cercato». L'assessore allo sport inoltre, secondo quanto affermato dal club, avrebbe sminuito il movimento del tennis: «Ha dichiarato che alla premiazione a cui partecipò in agosto erano presenti pochissime persone quando invece ce n'erano almeno 40» spiegano. L'atteggiamento di alcuni amministratori non è proprio andato giù ai dirigenti dell'associazione. «Noi - scrivono - abbiamo scarsa fiducia nei confronti di questo modo di fare politica».
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