Il Tirreno

Pistoia

Associazione a delinquere e altro

Contro la santona pesanti imputazioni

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 PISTOIA. Associazione per delinquere finalizzata all'abusivo esercizio della professione sanitaria e alla truffa aggravata dalla creazione di un timore immaginario, per aver ingenerato nelle persone offese il pericolo della presenza del demonio, che le costringeva a sottoporsi alle cure a pagamento. E poi, gestione non autorizzata di ambulatorio medico. Queste le accuse mosse dal sostituto procuratore Francesco Sottosanti nei confronti di Gigliola Giorgini e, a vario titolo, degli altri imputati nel processo.  Al termine di una complessa indagine - fatta anche di appostamenti ed intercettazioni ambientali e telefoniche - portata avanti dai carabinieri della Stazione di Quarrata, l'arresto di Mamma Ebe era stato effettuato dai militari dell'Arma l'11 giugno 2010, con un blitz a Villa Gigliola, dove, sul San Baronto, la Giorgini, evidentemente, continuava ad esercitare la propria "missione" di guaritrice ispirata dal Signore: in quel momento stava praticando un massaggio terapeutico a una cliente.

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