Italia
Stipendi in ritardo di tre mesi lavoratori in sciopero
Tiziana Gori
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PISTOIA. Il nuovo amministratore delegato Maurizio Parigi ha dato la disponibilità per un incontro coi sindacati il 15 dicembre. I sindacati hanno colto la palla al balzo per chiedere la contestuale presentazione del tanto annunciato piano di rilancio e la convocazione dell'unità di crisi della Provincia, dove lo scorso settembre era stato accolto dai lavoratori e dall'assessore Paolo Magnanensi l'allora amministratore delegato Giovanni Cipolletti. Il gruppo Inalco, a cui fanno capo Infra e Rsm, non è riuscito a rispettare nessuno dei due piani di rientro firmati con le organizzazioni sindacali ad aprile e maggio. I lavoratori dovevano tornare in pari con le retribuzioni a fine novembre, ma l'ultima riscossione riguarda il mese di agosto. Mancano settembre, ottobre, novembre e naturalmente, a breve dicembre con la tredicesima. Non solo. Nell'incontro del 24 novembre tra sindacati, rsu e il nuovo direttore delle aziende di Montale e Ponte alla Pergola - in due quasi 80 lavoratori - è stata comunicata la notizia della messa in liquidazione della Infra. Un fulmine a ciel sereno. Anche perché quest'atto, come hanno ricordato ieri i rappresentanti sindacali, era stato compiuto oltre un mese prima, il 7 ottobre. Secondo Inalco la liquidazione di Infra non andrà a colpire i dipendenti, che, in caso di chiusura, verrebbero comunque recuperati. Ma la volontà espressa dal gruppo, da sola, non basta. Ieri mattina i lavoratori di Infra e Rsm, aziende attive da quasi 30 anni nel settore chimico-farmaceutico (Rsm sperimenta, Infra produce) hanno proclamato due ore di sciopero, con contemporaneo svolgimento di un'assemblea all'Infra, che ha sede nel complesso ex Franchi di Ponte alla Pergola, la stessa area della Radicifil. Il 15 dicembre sindacati e lavoratori si aspettano risposte chiare sul futuro. E da questa premessa, affermano Michele Gargini (Filctem Cgil), Marcello Familiari (Femca Cisl), e Adriano Valori (Uilcem Uil), non si può prescindere. «Gli stipendi - ricorda Gargini - hanno iniziato ad arrivare a singhiozzo nell'autunno del 2010. La maggior parte dei 42 dipendenti della Rsm è sotto contratto di solidarietà da quasi un anno, mentre i 31 della Infra sono in cassa integrazione a rotazione dal giugno 2011. In primavera abbiamo proclamato lo stato d'agitazione. Sono seguiti scioperi e una prima unità di crisi in provincia». Dagli esiti poco confortanti. Per l'incontro con Maurizio Parigi i sindacati chiedono nuovamente il tavolo provinciale: un confronto a tutto tondo con l'amministratore delegato Inalco davanti ai rappresentanti istituzionali. «La messa in liquidazione di Infra - afferma Familiari - ne anticipa la chiusura. Infra non può acquisire nuove materie prime. Una volta esaurite, nella lavorazione, quelle disponibili, l'azienda cessa l'attività, anche se riteniamo che Inalco svelerà prima le sue intenzioni». Parigi, come a suo tempo Cipolletti, hanno parlato infatti di una multinazionale del settore interessata a rilevare il gruppo. «Dichiarazioni - precisa però Adriano Valori - non supportate concretamente da fatti». Anche il piano di rilancio è più una speranza che non una certezza. Inalco, infatti, non ne ha confermata la presentazione. Eppure, sostengono Cgil, Cisl, e Uil, «quella del 15 dicembre per noi è l'ultima data utile per chiarire la situazione».
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