Il Tirreno

Pistoia

I risultati dell’indagine della Caritas condotta nei comuni della montagna e inserita nel Dossier 2011

Povertà cronica e paesi dormitorio

Elisa Pacini
Una veduta di San Marcello, il comune con più residenti stranieri
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Una veduta di San Marcello, il comune con più residenti stranieri

Richiesta più attenzione da enti e Chiesa. Il vicinato salva la qualità della vita

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 S.MARCELLO. Un tessuto sociale fatto di relazioni di vicinato, che regge alle crescenti difficoltà dovute alla crisi del lavoro e alla cronicizzazione delle situazioni di povertà. E' questa la fotografia sulla montagna pistoiese fatta da Caritas Toscana che ha condotto un'indagine su povertà e qualità della vita nelle aree rurali e montane della regione.  La parte sulla montagna pistoiese è stata poi inserita nel dossier 2011 sulle povertà nella diocesi e si trovano spunti importanti per leggere questo territorio "periferico" anche per le stesse strutture della Caritas. L'analisi, portata avanti tramite interviste a persone di ambito ecclesiale (sia religiose che laiche), ha preso in esame la parte della montagna che guarda a Modena. La zona della Porrettana anche da questa indagine è riconosciuta come isolata e più problematica e la presenza di Caritas è pressochè inesistente.  I dati. I numeri del territorio (si va dalla collina fino all'alta montagna per 400 kmq d'estenzione e circa 12.500 residenti) dicono che le zone più vicine alla città (Cireglio-Le Piastre) presentano varie situazione di povertà e lamentano la mancanza di risposte date dal servizio sociale pubblico. Qui la percentuale di residenti stranieri è doppia rispetto al resto della montagna, visto che si parla del 10% della popolazione rispetto a meno del 5% dei comuni prettamente montani (la maggior parte abitanti a San Marcello).  La Montagna chiede attraverso le interviste, attenzione sia dagli enti pubblici che dalla Chiesa. Sul territorio il rapporto tra parroci e parrocchie è uno a quattro (15 per 60 parrocchie formali). Nella zona collinare è in via di costruzione una Caritas zonale di Cireglio-Le Piastre che si aggiungerà all'unica Caritas parrocchiale di San Marcello.  Le povertà. Le interviste evidenziano una cronicizzazione dei problemi legata alle situazioni di disagio soprattutto per il numero crescente di anziani soli perchè i figli si sono trasferiti altrove per lavoro. Lo spopolamento, strettamente legato alla crescente disoccupazione, è stato tamponato solo in parte dall'arrivo di persone di origine straniera (in cerca di affitti più economici) perchè gli intervistati percepiscono uno scarso radicamento sul territorio dei nuovi residenti. Da qui la conformazione dei paesi "dormitorio" e di un tessuto sociale in via di disgregazione perchè i giovani che rimangono non hanno luoghi d'incontro. Alla riduzione dei servizi pubblici (posta, scuola, carabinieri, trasporti) va registrata la presenza forte del volontariato anche se, dalle interviste, emerge che nonostante la capillare presenza della Misericordia, la collaborazione con le altre realtà (vedi parrocchie) non è altrettanto forte.  Positiva invece è vista la collaborazione con le Pro Loco.  Qualità della vita. Il quadro generale è positivo ma c'è una tendenza al peggioramento specie in alcune zone come le frazioni intorno a San Marcello dove è maggiore il numero di disoccupati e il comune di Piteglio, paese isolato che si sta spopolando. Rispetto all'alta montagna (Abetone e Cutigliano), le risposte sono discordanti perchè c'è più lavoro anche se stagionale ma è più alto il costo della vita. Abetone è vissuto come una cittadina turistica senza le caratteristiche di un paese vero e proprio.

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