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Pistoia

L’amministrazione è pronta a valutare anche altre offerte se Firenze volesse rivedere il suo impegno per i corsi di studi

«Nessuna svendita per il polo universitario»

Il polo universitario
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Il polo universitario

Gli assessori comunali Niccolai e Ginanni: «È congruo l'importo indicato dai tecnici»

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 PISTOIA. «La determinazione dell'importo a cui il Comune ha venduto alla Fondazione Caripit l'attuale sede dell'università, nell'area ex Breda, è stata determinata dai tecnici dell'ente tenendo conto sia della destinazione a cui è stato vincolato l'edificio (come università, appunto), sia degli oneri che la nuova proprietà si sarebbe dovuta accollare nei confronti di Uniser».  A spiegarlo è l'assessore comunale al patrimonio Alberto Niccolai. A sollevare la questione è stato Paolo Beneforti, scultore e pittore, che, in una lettera, sosteneva che l'amministrazione avesse di fatto "svenduto" il bene, cedendolo alla Fondazione a un prezzo di gran lunga inferiore alla somma sborsata dall'ente per l'acquisto e la successiva ristrutturazione dell'edificio. Lo scorso 18 novembre il Comune ha messo all'asta l'immobile ad un prezzo base di 2,7 milioni di euro. Ad aggiudicarselo, come previsto, è stata la Fondazione Caripit.  L'assessore spiegato che «l'importo previsto è stato deciso dai tecnici principalmente sulla base di due vincoli a cui è soggetto il bene: il primo è l'impegno a mantenere l'università nel plesso gratuitamente per 12 anni. Il secondo è l'onere che il Comune aveva nei confronti di Uniser (1,3 milioni di euro, ndr) che si è trasferito a carico della Fondazione. È come se avessimo venduto un appartamento con un inquilino dentro. Di tutte le possibili alienazioni che il Comune potrebbe prevedere per fare cassa, quella del plesso universitario mi sembra la meno attaccabile: anche se non è più di proprietà del Comune, continua ad ospitare lo stesso servizio. La vendita non ha impoverito la collettività». Ma se l'Università di Firenze decidesse di abbandonare la collaborazione con la sede pistoiese? «L'impegno del Comune è di potenziare il polo universitario cittadino. Se la collaborazione con Unifi andasse a scemare, dovremmo probabilmente iniziare a guardarci intorno e cercare altri atenei, altri campus, altri interlocutori». L'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni ha da parte sua spiegato che «per il Comune era prioritario che in quel plesso rimanesse l'università. Per questo l'importo per la vendita doveva tener conto di questo forte vincolo». M.Q.

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