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Pistoia

Caripit, una firma per il futuro

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Il 1º dicembre sarà siglato l'accordo Fondazione-Intesa SanPaolo

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PISTOIA. L'idea era quella di organizzare una cerimonia in grande spolvero, con la presenza a Pistoia dell'amministratore delegato di Intesa SanPaolo Corrado Passera.  Un appuntamento di prestigio, per l'accordo che segnerà il futuro della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.  Ma l'improvviso, prestigioso impegno di Passera, chiamato da Mario Monti al maxi-dicastero dell'economia nel nuovo governo, ha ovviamente sconvolto i programmi. Alla fine, però, la quadratura del cerchio è stata trovata. 

Così nel pomeriggio di giovedì primo dicembre saranno il direttore generale vicario di Intesa SanPaolo Marco Morelli, il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia Ivano Paci, insieme al presidente della stessa Caripit Gabriele Zollo, al presidente della Cassa di risparmio di Firenze Aureliano Benedetti e al direttore Luciano Nebbia a siglare il nuovo accordo sul futuro dell'istituto di credito di via Roma.  L'accordo - come anticipato da Il Tirreno la scorsa settimana - prevede che la Fondazione pistoiese scenda nel capitale della Caripit dall'attuale 40 al 25% circa, ottenendo in cambio una robustissima iniezione di risorse patrimoniali.  L'altro punto è la ridefinizione delle aree di influenza, per evitare che banche legate al gruppo Intesa SanPaolo finiscano con il pestarsi i piedi a vicenda. Così la Caripit erediterà gli sportelli di Intesa SanPaolo e di Carifi lungo l'asse Lucca-Viareggio-Massa mentre cederà alla Cassa di Firenze quelli esistenti nelle provincie di Prato e Firenze e alla Cassa di Bologna (Carisbo) quelli aperti al di là del crinale appenninico.  In base anche a questo ridisegno delle competenze, la Caripit dovrebbe cambiare nome, assumendo quello di Cassa di risparmio della Toscana Nord Ovest.  L'accordo è stato raggiunto ormai oltre un mese fa, dopo una lunga, difficile e delicata trattativa, al termine della quale il presidente della Fondazione Caripit Ivano Paci si è detto molto soddisfatto del punto di equilibrio raggiunto.

I punti interrogativi, ovviamente, per ora rimangono molti. Quale sarà il peso futuro della Fondazione Caripit nel governo della banca pistoiese, quando l'ente guidato da Ivano Paci avrà solo un quarto del capitale? Continuerà a poter esprimere il presidente dell'istituto? E che fine faranno le quote in mano agli azionisti di risparmio della Caripit? Molti di questi interrogativi potranno essere soddisfatti dai diretti interessati lo stesso giovedì 1º dicembre: dopo la firma ufficiale dell'accordo, infatti, è previsto un incontro con la stampa.

 

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