Il Tirreno

Pistoia

Con il fiato sospeso i creditori del gruppo quarratino, in difficoltà da mesi

Nieri, la decisione a febbraio

Marta Quilici
La sede dell’azienda Nieri, in via Bologna
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La sede dell’azienda Nieri, in via Bologna

Il tribunale ha accolto la richiesta di proroga dell'azienda

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 QUARRATA. La decisione sul concordato preventivo di Nieri Legno e Nieri Spa è stata rimandata al primo febbraio 2012. La data dell'adunanza dei creditori era in realtà prevista per ieri mattina. L'udienza c'è stata, ma il tribunale, accogliendo la richiesta dei professionisti che rappresentano gli interessi di Nieri spa e Nieri legno, ha stabilito un nuovo termine per la presentazione, da parte dell'azienda, di un nuovo piano da presentare all'adunanza dei creditori. Il giudice delegato che si occupa della vertenza è il dottor Raffaele D'Amora.  D'Amora è anche il presidente della sezione fallimentare. Il commissario giudiziale, invece, è il dottor Ivo Vannini che ieri mattina ha presentato le sue due relazioni sul piano per i creditori proposto da Nieri Legno e Nieri spa. Il commissario li ha giudicati entrambi "non fattibili". La scelta di prorogare il termine per il raggiungimento di un concordato preventivo, però, potrebbe rappresentare un piccolo spiraglio di speranza.  Per Quarrata la perdita di grandi aziende come la Nieri Spa e la Nieri Legno, adesso confluite nella nuova società Roma Imperiale, con sede a Roma, sarebbe un ulteriore pesantissimo segno della crisi del settore del legno arredamento e del manifatturiero in generale. La Nieri, infatti, nella sua lunga e importante storia, ha dato lavoro a tanti operai e anche a tanti fornitori che adesso, a Quarrata, stanno passando momenti terribili.  Un paio di settimane fa, la moglie di un lavoratore del gruppo, si sfogò sulle pagine de Il Tirreno, denunciando le difficoltà in cui versano la sua famiglia e quelle di altri lavoratori Nieri, senza stipendio da agosto. La Nieri comunque sta già pagando alcuni acconti sulle mensilità arretrate, ma per molti dipendenti, esasperati da mesi di incertezze e da due anni di ammortizzatori sociali, il clima non è sereno.  Gli operai del gruppo Nieri sono al momento in regime di cassa integrazione a rotazione, dopo un periodo in cui, su entrambi i rami di azienda era stato in vigore il contratto di solidarietà. Adesso le due branche del gruppo stanno confluendo in un'unica società, la Roma Imperiale, ma insieme ad esse devono confluire in un unico ramo anche gli ammortizzatori sociali.

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