Italia
PISTOIA. L'allarme siccità non è ancora scattato, ma è questione ...
Fabio Calamati
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. L'allarme siccità non è ancora scattato, ma è questione di giorni. La Toscana sta vivendo una delle annate più pesanti per la scarsità di pioggia e le falde - un po' dappertutto - sono ai minimi. Se l'emergenza non viene ancora percepita è soprattutto perché dai rubinetti l'acqua continua ad uscire, soprattutto grazie al collegamento Bilancino - Anconella - Prato - Pistoia, creato da Publiacqua dopo la siccità del 2003. Ma il lago di Bilancino è anch'esso ai minimi storici. E l'Ombrone non è da meno, basta guardarne il letto desolatamente "magro" per essere a metà novembre. Chi ha un pozzo privato, poi, si è probabilmente già reso conto che le risorse sono in via di rapido esaurimento: capita spesso, in questi giorni, che le pompe smettano di funzionare perché non "pescano" più liquido. Sul sito internet di Publiacqua la mappa con la situazione degli acquedotti è popolata ancora di segnalini verdi, che indicano un rifornimento idrico di almeno 150 litri per abitante al giorno. Ma le macchie gialle (acqua sotto i 150 litri) cominciano a spuntare, soprattutto nelle fasce collinari: a Iano, Baggio e Villa di Baggio nel comune di Pistoia, a Ville in quello di Serravalle, a Colle di Quarrata. «Ci attendevamo un novembre piovoso - spiega il presidente di Publiacqua Erasmo D'Angelis - e invece per il momento siamo in siccità, con previsione di mancanza di pioggia almeno per i prossimi dieci giorni. Bilancino è ai minimi: siamo partiti con 69 milioni di metri cubi d'acqua, ne abbiamo oggi circa 34 milioni. Il livello del lago è sceso di nove metri». In questa situazione, secondo Publiacqua, è comunque possibile resistere circa un mese: dopo, se non ci saranno piogge sostanziose e capaci di rimpinguare le falde, scatterà davvero l'emergenza. «Intanto - continua D'Angelis - sarebbe utile evitare tutti gli sprechi. Quindi no al lavaggio dell'auto, attenzione quando si annaffia a non sprecare acqua, possibilmente riservarla solo agli usi potabili e di igiene personale. Sono direttive sempre valide, ma che in un periodo come questo diventano ancora più importanti». I Comuni potrebbero fare le ordinanze... «Nelle località collinari - ribatte D'Angelis - mi risulta che siano già state fatte. Non è successo nei grandi comuni, come Prato o Pistoia, ma è anche vero che la situazione non è così drammatica, anche se ci siamo vicini». Ma come si possono evitare questi problemi? «Una strada da battere - risponde il presidente di Publiacqua - è quella di realizzare le infrastrutture necessarie, che per il territorio di Pistoia significa soprattutto il nuovo bacino di Gello, che in fondo è un piccolo Bilancino. Avendolo a disposizione, si potrebbero contrastare più facilmente gli effetti della siccità e garantirsi un margine di autonomia». Ma dal referendum che ha abolito il profitto garantito (7%) ai privati che investono nelle aziende degli acquedotti, gli investimenti come Gello sono entrati in un limbo. «Quegli investimenti - rispnde D'Angelis - dovremo farli noi, finanziandoci con la tariffa. Ma stiamo aspettando da sei mesi che il parlamento nomini i membri di sua competenza dell'Agenzia per le risorse idriche che dovrà dettare i criteri per ridefinire le tariffe».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google