Agliana, blitz in 3 maglifici cinesi
Beatrice Faragli
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Numerosi negli ultimi mesi i blitz dei carabinieri in ditte cinesi irregolari I titolari denunciati per sfruttamento di manodopera clandestina
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AGLIANA. Blitz dei carabinieri in 3 ditte di maglieria gestite da cittadini d'origine cinese. I titolari sono stati denunciati alla procura della Repubblica di Pistoia per impiego di manodopera clandestina. L'operazione, condotta dai militari della Stazione di Agliana, insieme ai colleghi del Nucleo ispettorato del lavoro e ad Inail e Inps, è scattata all'inizio della settimana su via Selva, Campanella e Don Bosco. Due i lavoratori risultati irregolari sui venti operai totali controllati dai carabinieri tra lunedì e mercoledì notte. Per entrambi sono già state avviate le procedure d'espulsione dall'Italia. Gli accertamenti hanno inoltre portato, viste le infrazioni in materia di diritto del lavoro registrate nelle aziende, all'emissione di 9 mila euro di sanzioni. Tutte e tre le ditte producevano e assemblavano articoli di moda, soprattutto camicie e maglie per donna, ed erano attive ad Agliana da pochi mesi. Sulla testa dei 3 proprietari, adesso, pende anche una denuncia per ingresso e soggiorno illegale nello Stato italiano. Un bilancio, quello emerso dagli ultimi controlli di ispettori e carabinieri sul territorio aglianese, che riafferma il dramma della manodopera clandestina e del lavoro nero. Solo a metà ottobre un altro blitz condotto dai militari della Stazione locale, ancora una volta col supporto del Nucleo ispettorato del lavoro e del personale di Inps e Inail, aveva fatto emergere una situazione allarmante: 23 operai cinesi su 23 - tanti erano impegnati, notte e giorno, a produrre maglie in un capannone di via Rossini, in pieno centro aglianese - trovati non in regola con la normativa. A fine settembre inoltre erano stati i carabinieri di Quarrata a scoprire una vera e propria Chinatown - tra il capoluogo, la Caserana e gli Olmi - fatta di sfruttamento della manodopera clandestina, sommerso e condizioni igienico-sanitarie precarie. Nel caso di via Selva, Campanella e Don Bosco invece, ultimo di una lunga lista di accertamenti che coinvolge, ormai da anni, le aree quarratine e aglianesi, non sono state riscontrate particolari carenze igieniche.
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