Italia
Auto ibride e sedie smontabili partorite dalla mente del giovane di Campotizzoro
Artista a tutto tondo di nome Giustizieri
Luca Giuntini
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PISTOIA. Un inventore a tutto tondo, dalla sedia a "incastro" all'auto ibrida con sedili a scomparsa. Tra le idee esposte da Giacomo Giustizieri, 29 anni, designer industriale di Campotizzoro, alla mostra "L'Ingegno dei Pistoiesi", c'è anche "Maya", un'auto ibrida con un sistema brevettato di sedili a scomparsa pensata per il car sharing: «Maya è nata come tesi di laurea nel 2005 - spiega Giustizieri - In collaborazione con il Centro Stile della Piaggio e gli ingegneri del reparto Veicoli Trasporto Leggero. È in pratica l'incontro tra due miti italiani: la Vespa e la 500. È un'auto lunga poco meno di quattro metri, adatta per il trasporto di quattro persone e omologabile come quadri-ciclo pesante, con un sistema di sedili che permette in poco tempo di liberare un ampio spazio per il carico nella parte posteriore». Maya ha grandi porte scorrevoli che facilitano l'ingresso a bordo e, allo stesso tempo, permettono un'ottima visibilità in fase di guida. «Il nome "Maya" deriva dal cartone animato "Ape Maia" - spiega Giustizieri - Dato che il binomio insetto-veicolo torna molto spesso in casa Piaggio, basti pensare al motorino Grillo e all'Ape appunto. Inoltre vuole enfatizzare il rispetto per la natura e la facilità nel guidarla». Di tutt'altro genere le altre idee esposte da Giacomo alla mostra della Camera di Commercio: tra queste c'è "Danteska", sedia smontabile a incastro, le luci a led "Periscopio" e "Shuttle" e il rubinetto "Wood". «Danteska è una sedia in legno riciclato progettata con la tecnica degli incastri - spiega Giustizieri - Pensata per le situazioni, come gli ambulatori medici, dove c'è bisogno di ricavare posti a sedere in poco spazio. Periscopio e Shuttle sono invece delle soluzioni modulari di luminarie a led: Shuttle in particolare nasce da una collaborazione con Osram, uno dei principali produttori mondiali di illuminazione. Infine c'è "Wood" un rubinetto che unisce l'artificialità dell'acciaio con la natura del legno: la forma risulta quasi un esercizio di stile con tagli netti e paralleli, intersecati da cilindri incastrati tra loro. L'idea - conclude il comunicato - è nata dall'acqua che cade da una canna di bambù e che ricrea, con una piccola cascata, un suono rilassante e naturale».
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