Il Tirreno

Pistoia

Unione dei comuni in grave ritardo

Alessandro Sisi
Fabiano Fini
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Fabiano Fini

Appello bipartisan di Fini e Filoni: «Entro il 21 i sindaci devono decidere»

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 S.MARCELLO. Entro il 21 novembre i sindaci dovrebbero votare e approvare lo statuto per decidere se aderire all'Unione dei comuni. Ma ancora gli amministratori non hanno deciso la strada da prendere. La Comunità Montana entro la fine del mese potrebbe trasformarsi nel nuovo organismo, oppure restare così com'è, nel qual caso dovrebbe consegnare le deleghe alla Provincia, con rischi di ricadute occupazionali e di perdere contributi regionali e provinciali. Il tema è attuale e la possibilità che l'ente presieduto da Carluccio Ceccarelli possa decidere per una proroga esiste, ma poi la decisone dovrà essere presa.  Di questo malessere si fanno interpreti due consiglieri comunali di San Marcello, uno di centrodestra (Fabiano Fini, capogruppo di Noi Piccoli Comuni Montani) e Francesco Filoni di centro-sinistra (ex assessore in questa legislatura e ora consigliere di maggioranza). I due hanno un pensiero identico, anche se bipartisan. «Ritengo urgente l'apertura di un dibattito pubblico riguardante la trasformazione della Comunità montana in Unione dei Comuni - scrive in una nota Filoni -. La questione di fondo infatti non riguarda il nome che si vorrà dare ad un nuovo soggetto istituzionale, ma come si vorranno gestire le deleghe sulla forestazione, oggi gestite dalla Comunità. Nel corso dei decenni l'ente ha svolto un ruolo economico e sociale fondamentale per la sopravvivenza di imprese agricolo-forestali, acquisendo competenze e professionalità di alto livello nella gestione delle risorse, come quelle dei piani di sviluppo. Il drammatico quadro economico potrebbe provocare un collasso del settore, mettendo a rischio numerosi posti di lavoro, se non si supera questa fare in empasse istituzionale. Chiedo alle istituzioni coinvolte, compreso l'Uncem, uno sforzo che porti alla trasformazione della Comunità in Unione dei comuni, mantenendo integro un bagaglio di esperienze e professionalità indispensabili alla tenuta sociale ed economica del nostro territorio».  Il capogruppo in comune e consigliere comunitario Fabiano Fini aggiunge: «L'Unione di comuni obbliga i comuni sotto i 5.000 abitanti ad associare i servizi e questa è una legge nazionale. La legge regionale, invece dice che entro il 31 dicembre 2011 le Comunità montane devono sparire dando la possibilità di trasformarsi in Unione dei comuni, in questo modo restano le deleghe e anche il personale. Se questa Unione dei comuni non viene fatta, le deleghe passano alla Provincia e se le Province per legge spariscono, passano alla Regione. A questo punto, mi domando, arriveranno i fondi? Giovedì in Comunità montana c'è una riunione informale e forse verrà affrontato questo argomento. Tutti i comuni della Toscana e le altre Comunità montane hanno già approvato il regolamento e il passaggio all'Unione dei comuni».

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