Il Tirreno

Pistoia

Montagna, si lavora all'"Unione"

Sauro Romagnani
Carluccio Ceccarelli, presidente comunitario
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Carluccio Ceccarelli, presidente comunitario

Tramonta per ora l'idea del Comune unico

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 SAMBUCA..Si avvicina la scelta che peserà moltissimo sul futuro della Montagna Pistoiese. In questi giorni si sta, infatti, discutendo sull'asseto istituzionale da scegliere per la montagna. Gli amministratori stanno lavorando per la realizzazione di una "Unione dei comuni". Tramonta al momento l'idea di un comune unico per la montagna. Argomento che ha recentemente, ma anche in passato, occupato le cronache dei giornali e gli spazi di discussione. In questa settimana sono previsti incontri fra Provincia, Comunità montana, Uncem, e comuni per valutare il "modello" da scegliere, il tipo di statuto da adottare nella costituenda "Unione".  «Ancora non sappiamo bene i tempi di attuazione e se riusciremo a chiudere entro il 21 di questo mese, come richiesto dalla legge. In Comunità montana abbiamo qualche problema da superare. Se non dovessimo farcela chiederemo una proroga» dichiara, Carluccio Ceccarelli, presidente comunitario. Sono in molti a chiedersi chi farà parte dell'istituenda "Unione". Al momento sembra certo che ne saranno protagonisti almeno sei comuni (San Marcello, Cutigliano, Abetone, Piteglio, Sambuca, Marliana) degli otto attualmente nella Comunità Montana. Mentre Montale e Pescia, comuni parzialmente montani, ma sempre facenti parte attualmente della Comunità montana, hanno inviato una lettera di adesione di massima.  «Siamo alla stretta finale e l'ente che costruiremo dovrà essere nuovo non solo nel nome- afferma il sindaco di Sambuca, Marcello Melani - ma anche nei comportamenti operativi. Di fatto l' "Unione" dovrà essere molto diversa di ciò che l'attuale Comunità montana ha fatto vedere. I vantaggi, per i comuni che faranno parte dell'"Unione", sono innumerevoli a partire dal fatto che le Unioni dei comuni non sono soggette al patto di stabilità. Montale e Pescia sono al bivio, ma ritengo che entreranno». Un'altra domanda ricorrente è tesa a sapere quale sarà il destino dell'attuale Comunità montana. Rimarrà oppure sarà immediatamente soppressa? Al riguardo circolano diverse indiscrezioni e ipotesi. Una di queste prevederebbe un percorso in cui contemporaneamente ci sarebbe la presenza sia dell'attuale Comunità montana sia della nuova Unione dei comuni. Una parte di dipendenti comunitari rimarrebbe, per un certo periodo per liquidare la Comunità montana, mentre una parte andrebbe a formare il personale dell'"Unione" per svolgere i compiti ad essa delegati, sia quelli che già sono associati sia quelli che saranno delegati, come per esempio, forestazione e agricoltura.

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