Italia
«Da trent'anni siamo senza acquedotto»
Saverio Melegari
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Un gruppo di case di Sammommè viste dal treno della Porrettana Il disagio di venti famiglie di una parte di Sammommè Publiacqua può intervenire soltanto dai 250 abitanti in su
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PISTOIA. Condannati ad una vita intera senza acquedotto. Può essere tradotta così la vicenda di una ventina di famiglie di Sammommè che da più di trent'anni devono autogestirsi per avere un po' di acqua corrente in casa Ma come mai nessuno li aiuta? Semplice. A detta degli abitanti del nucleo di case vicino alla stazione ferroviaria di Sammommè, Publiacqua non può intervenire perché l'acquedotto può essere portato soltanto a frazioni che arrivano a 250 abitanti, mentre qui si parla di 18 famiglie. Nel centro della frazione montana l'acquedotto c'è, ma storicamente nei borghi più esterni e più piccoli bisogna fare di necessità virtù. «Oramai sono trent'anni che lotto per questa rete idrica - spiega Reneo Borsi che si è fatto portavoce della protesta di queste famiglie - e, dopo i colloqui avuti con l'assessore Tuci, ci è stato detto che dovevamo aspettare l'approvazione del piano decennale degli investimenti di Publiacqua (presentato lo scorso gennaio ma congelato dopo il referendum sull'acqua,ndr). Ci sentiamo un po' abbandonati anche perché non siamo pochi e, recentemente, una vecchia villa è stata ristrutturata e sono stati ricavati otto appartamenti che verranno riempiti: anche questa gente dovrà procurarsi la propria polla d'acqua. Intendiamoci, l'abbiamo fatta analizzare ed è buona ma, visto che scorre nel mezzo al bosco, preferiamo bere di quella nelle bottiglie, visto che quassù nessuno installerà mai un fontanello di acqua gratuita». Questo problema è arrivato anche in consiglio comunale con una interpellanza del capogruppo dei Comunisti Italiani, Lido Berti, nella quale si chiede cosa si intende fare per queste famiglie. «Siamo in una zona soggetta a frane - conclude Borsi - e d'inverno, nel bosco, è tutto ghiacciato e se c'è da fare qualche manutenzione ai serbatoi le facciamo a nostro rischio e pericolo. In passato è stata fatta anche una petizione con la raccolta di firme degli abitanti, ma per ora non abbiamo ricevuto risposte. E' inconcepibile che nel 2011 esistano ancora casi del genere: cosa vuole fare Publiacqua per noi? Il tempo passa ed il rischio che qualche tubatura si rompa è elevato ed a quel punto, se volessi vendere la mia casa, vorrei sapere chi acquista un immobile senza avere l'acqua corrente che esce dai rubinetti di casa».
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