Luca Magazzini è tra i pochi sostenitori di Renzi in provincia
La sfida del rottamatore: «Un Pd tutto da svecchiare»
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Luca Magazzini e Matteo Renzi nella recente convention di Firenze 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Titolare di un'azienda agricola, anni 43. Residenza Serravalle Pistoiese, vocazione: rottamatore. In una realtà politica ingessata come quella pistoiese, Luca Magazzini è uno dei pochi, se non l'unico in assoluto, a potersi fregiare a buon diritto del titolo di "renziano". Un titolo di moda, certo, ma anche molto scomodo in questa zona dove il big bang del sindaco di Firenze non è ancora esploso e, in prospettiva elettorale, non si è visto ancora nessuno nel Pd che voglia farsi avanti partendo dalle 100 idee maturate alla Leopolda. «Ho seguito l'evoluzione del movimento di Matteo Renzi fin dall'inizio - dice Magazzini - partecipando alle convention della prima Leopolda e poi la seconda. Questo pur venendo da una storia politica classica: consigliere comunale a Quarrata per i Ds, poi segretario del Pd a Serravalle per diverso anni e membro della direzione regionale. Ma il mio punto di partenza non è quello di sostenere una spaccatura nel Partito Democratico, bensì quello di seguire un'evoluzione naturale della politica e della società». Le idee sono quelle di Renzi, ma in chiave pistoiese. «Il partito ha bisogno di svecchiarsi in generale, ma qui da noi a maggior ragione. E non è solo un fatto anagrafico. Vediamo le stesse facce da anni, ma soprattutto lo stesso approccio alla politica che si trasmette anche nei più giovani, si percepisce bene ed è molto stancante. Il conflitto non è anagrafico e generazionale, come molti credono, ma di idee: si resta aggrappati a una visione novecentesca della sinistra, che non riesce a stare al passo coi tempi». Magazzini, almeno per adesso, non ha rinnovato la tessera al Pd, ma non per passare ad altri lidi. «Crediamo davvero che il tesseramento sia un passaggio così indicativo per la rappersentatività politica? Io amo la politica, l'ho sempre fatta con passione ed è proprio per questo che adesso voglio dare una mano a chi vuole aprire queste stanze chiuse. Mi rendo conto che non è facile: il cambiamento ha sempre dei costi». Il movimento dei rottamatori pistoiesi non si confronta nei luoghi tradizionali, ma prevalentemente su internet: «Non c'è niente di organizzato, non siamo né una corrente né un nuovo partito, ma solo un movimento di idee. Qualche ambizione c'è, ma direi più speranza: l'ambizione in politica va bene, ma se mira ad ottenere una poltrona fa parte da un ambiente chiuso, è contropdroducente». servizio a pag. 11
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