AZIENDE E LAVORO
Ancora un'asta senza offerte Crescono i timori per la Mas
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Lo stabilimento Mas 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. È andata deserta l'asta per la vendita della Mas. Non si tratta di una sorpresa, purtroppo, per i circa 90 ex operai della fabbrica di laminati elettronici attualmente in mobilità, ma la preoccupazione, adesso, è che il sito possa diventare oggetto di specuplazioni edilizie. «Questa è la seconda asta per la Mas - spiega Daniele Gioffredi, della Cgil - che va deserta. Purtroppo questo non fa che allungare i tempi per un eventuale futuro recupero dell'area in senso industriale. Più passa il tempo, inoltre, più si fa avanti il rischio che l'area si presti ad altri interessi e ad altre mire: non riuscendo per lungo tempo ad accogliere una nuova attività produttiva, cioè, c'è il rischio che possa più facilmente prestarsi a speculazioni edilizie o a interessi di natura commerciale. Esiti, questi, che non risponderebbero alle esigenze occupazionali e di ripresa produttiva del nostro territorio». Da una stima iniziale di oltre 3 milioni di euro, l'immobile è stato presentato giovedì al tribunale di Firenze con una base d'asta di 2,3 milioni di euro. A marzo, alla vigilia della prima asta della Mas, il commissario del concordato preventivo ritenne non ci fossero più le condizioni per il rinnovo della cassa integrazione per i lavoratori: erano un fardello troppo pesante per invogliare gli eventuali compratori a farsi avanti. Così da nove mesi sono in mobilità senza che, di fatto, sia cambiato niente. M.Q.
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