Il Tirreno

Pistoia

IN DIFESA DEI CONTRIBUENTI

Il fenomeno "cartelle pazze", ecco come e dove tutelarsi

Alessandro Fagni
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Alessandro Fagni

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 PISTOIA. «La crisi ha fatto aumentare in maniera esponenziale il numero di cittadini e aziende che ricevono cartelle di pagamento da Equitalia». A parlare è l'avvocato Alessandro Fagni, 37 anni, consulente di Confconsumatori, associazione che - tra le altre cose - si occupa di aiutare i cittadini che hanno problemi con Equitalia o sono interessati a un piano di rateizzazione. «Di casi ce ne sono tantissimi - racconta - Le cartelle dei singoli contribuenti vanno in media dai 2mila ai 3mila euro e riguardano soprattutto il mancato pagamento delle contravvenzioni. Per le imprese, invece, le cifre sono superiori, intorno ai 10mila euro e sono relative al mancato versamento dell'Inps o dei contributi per la Camera di commercio».  Tra decine e decine di fermi amministrativi, pignoramenti e qualche ipoteca, per Fagni non è facile ricordare i casi più eclatanti: «C'è la "cartella pazza" recapitata a una signora che anni fa aveva attivato una rateizzazione per un debito di 11mila euro. In pratica, da un giorno all'altro si è vista sospendere il pagamento dilazionato e richiedere l'intera somma iniziale, nonostante lei avesse ormai versato quasi metà della cifra. Non capiva cosa fosse successo ma spulciando i documenti ci siamo accorti che alcuni anni fa, aveva pagato una rata con un giorno di ritardo. Questo ha causato il problema.  Abbiamo impugnato la pratica e contiamo di risolvere la questione». Spesso i cittadini sono impreparati a fronteggiare la lotta con gli "esattori" di Equitalia: «Ci sono le "istanze in autotutela" che bloccano l'attività di riscossione in attesa di accertamenti da parte dell'ente creditore - prosegue Fagni - Poi si può fare opposizione davanti alla commissione tributaria per le tasse e al giudice di pace per le contravvenzioni. E se il provvedimento di riscossione è esecutivo si va in tribunale».

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