Il Tirreno

Pistoia

Edilizia, tempi più brevi per chi ristruttura

Fabio Calamati
Edilizia, tempi più brevi per chi ristruttura

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La mini-rivoluzione urbanistica è scattata dal 5 agosto. Da allora agli uffici del Comune non vengono più recapitate le denunce di inizio attività (in sigla, Dia) per gli interventi di ristrutturazione degli edifici (ad esempio la classica veranda di chiusura di un terrazzo), ma le "segnalazioni certificate di inizio attività" o Scia, così come vuole la nuova legge regionale in materia di urbanistica, la 40 del 2011. La differenza è notevole. Con la Dia bisognava attendere 20 giorni dopo la presentazione della documentazione in Comune, prima di aprire il cantiere; ora chi ristruttura può cominciare a lavorare dal giorno successivo al deposito della Scia. Quest'ultima deve essere completa, cioè contenere tutti i documenti necessari, ma l'amministrazione comunale non esercita più un controllo preventivo. Saranno invece effettuate delle verifiche a posteriori. Il Comune ha 30 giorni di tempo per effettuarli. Se si scoprono delle irregolarità, la ristrutturazione viene bloccata e quanto realizzato fuori legge va demolito. Novità tanto più significative in quanto buona parte dell'attività edilizia degli anni scorsi - non solo a Pistoia - veniva svolta con la presentazione di Dia, uno strumento utilizzatissimo, che da oltre un mese è andato in pensione. «Gli uffici si stanno attrezzando per effettuare i controlli - conferma l'assessore all'urbanistica Silvia Ginanni - del resto ci eravamo potuti preparare già da prima dell'entrata in vigore della nuova legge regionale, perché i suoi contenuti, ricalcando quelli della legge nazionale, il cosiddetto decreto incentivi del 2010, erano comunque già noti. La semplificazione è positiva, ritengo, non solo per le ristrutturazioni». Ad esempio? «Gli interventi di manutenzione ordinaria - continua Ginanni - d'ora in poi si potranno fare liberamente, non ci sarà bisogno di alcuna comunicazione. E anche gli interventi di manutenzione straordinaria si potranno fare con una semplice comunicazione, mentre prima occorreva la Dia». Non solo. Le nuove norme in vigore dal 5 agosto consentono anche un ampliamento del 20% del volume dell'alloggio in caso di ristrutturazione edilizia (ad esempio il classico innalzamento del sottotetto), cui si può aggiungere un ulteriore 20% di volume se viene utilizzato per realizzare autorimesse pertinenziali o volumi tecnici (ad esempio la stanza della caldaia). «Queste norme - sottolinea l'assessore Ginanni - si incrociano con il lavoro di definizione del regolamento urbanistico, che stiamo facendo nella commissione consiliare urbanistica. Nel nostro regolamento avevamo previsto di concedere ampliamenti per 25 metri quadri dove è prevista ristrutturazione edilizia (praticamente larga parte del tessuto urbano cittadino al di fuori del centro storico, ndr). A questo punto se questi 25 metri quadri rientrano nel 20% del volume originario si potranno effettuare con la semplice Scia. Oltre questa soglia, ci vorrà il permesso a costruire. Naturalmente resta un paletto da non superare, che è fornito dall'indice di impermeabilizzazione: oltre un certo limite, la legge regionale dice il 25%, il terreno edificabile non può essere costruito».

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