Anticipazione del rapporto Caritas: lemergenza passa dalla disoccupazione allindebitamento
Tra i poveri ci sono sempre più italiani
Elisa Pacini
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La conferenza stampa di ieri mattina nella sede della Caritas diocesana 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Una povertà sempre più radicata nelle persone, nei tanti nuclei familiari, che si presentano ai centri d'ascolto con più frequenza e un maggior numero di problemi. E' questo lo specchio che la Caritas diocesana ha dato sulla povertà nella nostra città anticipando alcuni dei dati (relativi al 2010) che tra ottobre e novembre daranno un quadro complessivo su scala regionale e diocesana. Un'anteprima non casuale ma lanciata mentre gli ulteriori tagli del governo e la scure sui trasferimenti agli enti locali, vanno ad indebolire ancor di più le politiche sociali. Per questo il direttore Marcello Suppressa, il vicedirettore don Paolo Tofani hanno deciso si rivolgersi alla politica locale chiedendo una precisa scelta di campo a favore di chi vive in situazioni di disagio. I primi numeri relativi al 2010, spiegati da Stefano Simoni referente regionale per la messa in rete dei dati, parlano di 1693 persone ascoltate. Se rispetto al 2009 c'è una leggera flessione (-3,6%), siamo a +38,2% di richieste rispetto al 2008. Quasi la metà degli ascoltati sono italiani, 44,7% per l'esattezza contro il 25,5% della percentuale regionale. Il 52,6% dei richiedenti aiuto ha meno di 45 anni, mentre tra gli italiani il 15% è in pensione. 3 su 5 delle persone accolte sono disoccupate ma in generale il problema diffuso è l'indebitamento. «Quello che colpisce - dice Simoni - è l'aumento del numero di chi entra in centro d'ascolto e ha una casa di proprietà, un fattore solitamente indice di benessere. Invece la gente è schiacciata dal mutuo, dalle spese per i figli e da problemi di debiti». Quasi la metà delle richieste è per i beni primari («gli italiani - spiega la Caritas - chiedono vestiti e cibo perché pensano che la difficoltà sia momentanea»), la richiesta di lavoro scende di qualche punto (dal 31,7% al 26,9%) e un 8,9% chiede aiuto per problematiche familiari. «Questa situazione - dice Suppressa- ha trovato le istituzioni impreparate, gli strumenti messi in campo non bastano». E' questo il dato più duro dato dalla Caritas. «Si pensava che questo fosse un anno di svolta ma non lo è stato».
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